Il presidio
Prima brilla, poi trema ma l'Empoli c'è
David Biuzzi
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A destra il gol di Tavano A sinistra quelli firmati da Lazzari (sopra) e Gorzegno (sotto) Avvio devastante della squadra che segna tre gol, ne fallisce tantissimi e alla fine rischia
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EMPOLI. Trenta minuti e passa di grande calcio, 120 secondi di paura. Il computo, alla fine, dice Empoli. Che, infatti, piega l'Ascoli e per la prima volta in stagione conquista la seconda vittoria consecutiva. Partenza lanciata. Si parte con l'Ascoli nel 5-3-2 annunciato, mentre nel "rombo" azzurro il vertice alto è Lazzari (Saponara, che accusa problemi a un piede, è in tribuna). Ma c'è poco tempo per annotarsi conferme e sorprese. L'Empoli, infatti, parte a razzo, e dopo 5 minuti 5 ha già la testa davanti (non poca roba, visto che la truppa di Silva aveva la porta chiusa, in trasferta, da ben 268 minuti). Merito, manco a dirlo, del solito Tavano, che celebra nel migliore dei modi (cioé segnando ancora) il titolo di miglior marcatore nella storia dell'Empoli. Una rete non casuale, peraltro, perché la truppa di Carboni ha un grande impatto sul match e un atteggiamento finora mai visto. Quello giusto, cioé, perché la squadra è corta, il pressing funziona e tutti partecipano alle due fasi. Si vede anche un bel calcio, insomma, e l'azione del raddoppio (triangolo Lazzari-Coralli-Lazzari e conclusione vincente del fantasista) ne è solo un esempio. Certo per riuscirci bisogna anche correre qualche rischio. L'Empoli lo fa tenendo la difesa sempre molto alta (e dunque lasciando campo al del velocissimo Papa Waigo). Ma il gioco vale la candela, anche perché al 24' Tavano s'accende e, con una giocata superba, permette a Gorzegno di firmare il suo primo acuto in azzurro (e proprio alla squadra che lo aveva quasi preso prima della ri-chiamata del dg Vitale...). E' spettacolo puro (o quasi), tanto che viene da chiedersi se Carboni abbia la bacchetta magica o magari conosca la ricetta segreta della pozione di Asterix e Obelix. E anche quando il meccanismo salta - una palla persa a metà campo e una scalatura ritardata in mediana permettono a Sbaffo di fornire a Papa Waigo l'assist del 3-1 - non sembrano esserci troppe preoccupazioni. L'Empoli, è vero, ogni tanto si ferma a rifiatare, ma quando spinge è devastante con un quartetto di centrocampo che impressiona per quantità e qualità. Troppi sprechi. La ripresa inizia con l'Ascoli che crea qualche problema grazie alla posizione e alle giocate di Sbaffo (che fa quasi il trequartista sul centrodestra), ma la qualità dell'Empoli è letale. Come al 7', quando Guarna frana su Tavano (lanciato da Valdifiori, ma forse in fuorigioco) e Cervellare decreta rigore ed espulsione del portiere. Qui Silva ci mette del suo, perché toglie proprio Sbaffo per inserire Maurantonio, ma gli azzurri iniziano proprio dagli 11 metri una serie impressionante di sprechi: Tavano lascia il tiro al "gemello" Coralli, ancora a secco, che però lo stampa sul palo. Coi sempre generosi bianconeri in 10 (e ridisegnati con il 4-3-2), le opportunità per calare il poker arrivano a raffica, ma non c'è verso di metterla dentro. Un grosso demerito, che unito ai meriti degli ospiti (ora pericolosi soprattutto con le discese di Pasqualini) e a u fisiologico calo nel finale, rischiano di tenere aperta una gara che non doveva avere più storia. Rischio che diventa concreto al 48', quando la zampata di Berretta riapre i giochi. E, proprio allo scadere, l'Ascoli ha pure una punizione dal limite che mette i brividi a tutto il Castellani.
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