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Aglietti va oltre la stanchezza
David Biuzzi
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Il tridente che andrà in scena a Coverciano A sinistra Ciccio Tavano nel test di Fucecchio Qui sopra il georgiano Levan Mchedlidze mentre parla col compagno Franco Signorelli e a destra Nicolao Dumitru nel corso della gara amichevole disputata sabato scorso a Pontedera «Le gambe saranno pure pesanti, ma voglio una squadra con la testa lucida»
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MONTECATINI. Le gambe potranno essere anche pesanti (e sicuramente sarà così), ma Alfredo Aglietti dai suoi una cosa la vuole, la pretende. Ed è la testa giusta. L'approccio mentale alla gara, insomma, non può essere sbagliato. Neanche nell'amichevole di oggi alle 18 a Coverciano. «Anche perché - sottolinea il tecnico che ha appena finito di torchiare i suoi nell'allenamento pomeridiano - oggi troveremo una selezione di giocatori bravi che vorranno mettersi in mostra per cercare un ingaggio. Possiamo anche fare una brutta figura, insomma, e io di brutte figure proprio non voglio farne». Messaggio chiaro. Così come il concetto. Il tecnico, cioé, vuole che il suo gruppo acquisisca subito la mentalità giusta, perché questa sarà determinante tra meno di un mese. «Le amichevoli non esistono - insiste - sono tappe di avvicinamento verso la Coppa e il campionato, quindi dobbiamo giocarcele al meglio da subito. E' chiaro che saremo imballati, affaticati, ma ripeto che a livello mentale voglio le cose fatte in un certo modo». E' un concetto a cui Aglietti tiene particolarmente. Anche perché, lo si capisce parlando di tattica, proprio la testa sarà fondamentale per applicare il 4-2-3-1 e, più in generale, giocare con molti elementi offensivi. «In attacco qualcosina cambierò - spiega - ma non la disposizione. Stavolta giocheranno insieme Mchedlidze, Tavano e Dumitru, più uno fra Saponara e Lazzari, in mediana ci saranno Musacci e Valdifiori, mentre dietro deciderò solo dopo aver saputo se Vinci potrà giocare o meno». Proprio parlando di Dumitru, poi, viene fuori il nocciolo della questione. «Nicolao può giocare in tutti i ruoli dell'attacco - sottolinea Aglietti - perché ha doti fisiche impressionanti. E' chiaro che le sue caratteristiche, unite a quelle di Tavano e di altri, ci possono permettere di non dare mai punti di riferimento alla difesa avversarie. Però deve ricordarsi che esiste anche una fase di non possesso, che per giocare così bisogno sacrificarsi. Tutti quanti, ovviamente. Su Dumitru, insomma, c'è ancora del lavoro da fare, soprattutto per un eventuale impiego da esterno. Al momento, a livello tattico, Tavano e Lazzari sono i più pronti per quella posizione». E certo non mancano le alternative, in casa Empoli, visto che in ritiro ci sono ben 32 elementi. «Ma rispetto ad altre squadre - spiega il tecnico - i nostri non possono essere definiti problemi di abbondanza. Siamo in tanti perché abbiamo deciso di aggregare molti giovani. Per me non è un problema, insomma, anche se certo mi dispiace dover lasciare qualcuno fuori quando facciamo delle particolari esercitazioni tattiche». Oltretutto, nonostante i numeri, il ruolo di terzino resta scoperto. «Ma la società lo sa benissimo - conclude Aglietti - e sono certo che arriverà. Chi e quando? Questo magari dovete chiederlo ai dirigenti».
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