Il Tirreno

Empoli

La bandiera Bertini saluta il Ponte a Cappiano

Roberto Felici
Fabrizio Bertini
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Fabrizio Bertini

Lascia dopo 500 presenze e 5 promozioni, invece il tecnico Salvadori resta in sella

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 PONTE A CAPPIANO. Una vita calcistica per il Cappiano. Capitan Fabrizio Bertini ha appeso la maglia biancoceleste al chiodo dopo oltre 500 presenze e 5 promozioni conquistate. «Ho iniziato a 10 anni nel vivaio debuttando tra i dilettanti nel 1986 grazie a mister Vincenzo Pascucci».  Curiosamente si tratta del padre del nuovo presidente Mirko Pascucci. «Dopo una parentesi di una stagione in prestito al Ponte Buggianese in Promozione - continua - sono tornato al Cappiano per la scalata dalla Seconda categoria all'Eccellenza sotto la regia di un eccezionale dirigente come Curzio Squarcini che ha fatto la storia di questa piccola realtà portandola in C2. Poi tre anni al Galleno e nel 2002 la scelta di dedicare più spazio alla famiglia giocando tra gli amatori. Infine l'ultimo ciclo al Cappiano con la doppia promozione targata mister Salvadori». Che, peraltro, proprio sabato scorso ha conseguito il patentino per continuare l'avventura in Prima categoria.  Come avete vinto il campionato di Seconda?  «Abbiamo iniziato in modo stentato scontando un pizzico di presunzione dopo il successo in Terza. Ci siamo scontrati con una realtà diversa da quella che ci aspettavamo. Il merito è stato quello di far quadrato all'interno dello spogliatoio e di avere a fianco una società che ci ha dato fiducia anche nei momenti difficili. Dopo la sconfitta contro le Spianate all'8ª giornata il mister poteva essere messo in discussione e invece da lì sono tornati i risultati e le motivazioni».  Con 19 vittorie nelle ultime 22 partite avete compiuto una clamorosa rimonta sul Chiesina.  «Il cambio di passo è dipeso soprattutto dalla qualità della rosa, dalla mentalità e dal rendimento superiore alle attese di molti giocatori. Anche l'innesto di Guarnieri e Monti per la loro esperienza ha dato una spinta in più. Gli aggiustamenti tattici, invece, hanno avuto un ruolo marginale».  Il meglio e il peggio della stagione?  «Il picco negativo l'abbiamo toccato contro le Spianate. In quel momento, per la pessima prestazione e per la posizione di classifica, sono vacillate le nostre ambizioni. Ma subito dopo è arrivata la riscossa. Ricordo in particolare gara interna contro il Veterani Montecatini iniziata con un gol incassato dopo 5 minuti e vinta 3-1 con un'interpretazione stupenda su un terreno al limite della praticabilità».  E' rimasto qualche rammarico per l'eliminazione di Coppa?  «E' stata una brutta mazzata uscire alle soglie delle finale. Tornare a giocare in campionato dopo pochi giorni ha comportato un enorme sforzo psicologico, ma anche in questo caso la squadra ha superato l'esame. Questa eliminazione ha avuto anche riflessi positivi visto che nell'ultimo mese non c'è stata la dispersione di energie su due fronti».  Cosa farà adesso?  «Resterò consulente fiscale del Cappiano (incarico che ricopre da tanti anni, ndc), ma cercherò un impiego da giocatore altrove a costo di tornare fra gli amatori. Nonostante i 41 anni ho ancora voglia di tirare calci al pallone. In questo ambiente ho raccolto grandi soddisfazioni e conosciuto ottimi amici come Massimo Marchetti, ai tempi del Galleno, o Luca Guarneri di recente. Anche con mister Salvadori c'è un bel rapporto. Dopo aver vinto insieme un campionato Uisp (col Bar Montecatini, ndc), gli ho consigliato due anni fa di venire al Cappiano».

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