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GLI IMPEGNI Da lunedì sarà a Coverciano Sono praticamente già finite le vacanze di Alfredo Aglietti. Da lunedì, infatti, il tecnico azzurro sarà impegnato con la volata finale del supercorso di Coverciano. Per ottenere il Master, cioé, se ne starà chiuso nei saloni del centro tecnico federale per tre settimane, da lunedì al venerdì, mattina e pomeriggio. Soltanto dal primo luglio, poi, avrà la possibilità di godersi qualche giorno di riposo. Una decina appena, visto che la stagione degli azzurri ripartirà lunedì 11 con il raduno previsto al Castellani e la partenza per il ritiro di Montecatini. In attesa di chiudere le fatiche del corso, intanto, Aglietti sta ultimando la tesi da presentare. Il lavoro svolto è sul 4-2-3-1. di David Biuzzi EMPOLI. Il nuovo Empoli c'è già, ma solo nella sua testa. Alfredo Aglietti, cioé, ha già le idee chiare su quella che dovrà essere la sua nuova creatura. Certo le idee dovranno poi modellarsi sulle esigenze di mercato, su quello che potrà essere fatto e i desideri che, inevitabilmente, resteranno tali. Alcuni concetti, però, sono chiari e tali resteranno: il primo è che l'obiettivo è migliorarsi - pensando più alla qualità del gioco che alla classifica - il secondo è che il modulo di partenza sarà il 4-4-2. Prima di tuffarsi nel domani, però, con il tecnico azzurro è bene fare un passo nel passato e pure uno nel presente. «Il nostro cammino - spiega Aglietti, riferendosi alla stagione appena conclusa - è stato decisamente positivo. Poteva diventare straordinario con l'accesso ai playoff, è vero, ma non dobbiamo dimenticarci chi eravamo e da dove siamo partiti. Ma non le fa male vedere il Padova nella finale dei playoff? «Sono onesto, un po' rosico. Ma se ci sono loro vuol dire che se la sono meritata loro. Hanno vissuto un finale di stagione straordinario. A un certo punto sembravano destinati alla lotta per evitare i playout, poi col cambio di allenatore sono diventati imbattibili. Bisogna fare loro i complimenti, insomma, e non recriminare sul verdetto del campo». Come vede la finale Novara-Padova? «Aperta. Il Padova sta meglio, come dimostrano le due gare giocate col Varese, ma il Novara ha il vantaggio di potersi permettere due pareggi e anche quello del sintetico. Difficile sbilanciarsi nel pronostico». Verrebbe da dire che non c'è da scommetterci, ma forse non è il periodo migliori per utilizzare certi termini... «E' un problema serio e un problema che non nasce certo oggi. E' radicato nel calcio, temo, soprattutto nelle categorie inferiori, dove i giocatori prendono 1000 o 1200 euro al mese, quando arrivano, per stare magari a 500 chilometri da casa. E' chiaro che non si possono giustificare certi comportamenti, però nascono dalle falle del sistema e, ovviamente, dalla leggerezza delle singole persone». Lei che idea si sta facendo di questo caso? «Che, come spesso accade nel calcio, c'è anche il millantato credito. Si sta gettando fango su tante partite, quando in molti casi si tratta solo di chiacchiere da bar, di strani personaggi che vantano conoscenze importanti che in realtà non esistono. E' evidente che qualcosa di brutto è successo, ma sono convinto che quando si andrà a stringere il cerchio, dentro resteranno meno cose di quanto non possa sembrare adesso». Lei ne sa qualcosa visto che venne coinvolto, e poi prosciolto sia dalla giustizia sportiva che da quella ordinaria, nel caso di Atalanta-Pistoiese del 2000... «Proprio perché certe cose le ho vissute sulla mia pelle, oggi posso dire che bisogna andarci cauti. Anche allora sicuramente ci furono delle leggerezze (cioé i giocatori e i parenti che scommettevano, pratica poi vietata dal regolamento proprio dopo quel caso, ndr), ma nessuna combine. La partita è stata vera, come credo siano state vere tante delle gare che oggi sono nel centro del mirino». Dunque il caso si sgonfierà? «Questo possono saperlo solo i giudici. Ma, ripeto, bisogna tener di conto delle millanterie. Detto questo, però, occorre fare qualcosa per mettere un freno a questo problema. Anche se non sarà facile, visto che c'è sempre qualcuno, nel calcio come nella vita, che crede di essere più furbo degli altri...». Ma torniamo all'Empoli: come immagina quello della prossima stagione? «Semplice: immagino un Empoli che faccia meglio dello scorso anno. Il che, però, non significa porci l'obiettivo forzato della qualificazione ai playoff». E cosa, allora? «Significa avere più continuità, più consapevolezza. Anche nelle sconfitte, visto che nello scorso campionato non sempre abbiamo reagito bene ai passi falsi. E questo ci ha portato ad avere dei passaggi a vuoto pagati a caro prezzo». Dunque cercherete di mettere dentro più giocatori di esperienza e personalità? «Non è detto. I giovani che abbiamo lanciato avranno già da soli più esperienza e più personalità. Per molti di loro la prossima può e deve diventare la stagione della consacrazione. E, dunque, di sicuro devono avere più fiducia nei propri mezzi». Ha già parlato di mercato con la società? «Abbiamo impostato qualcosa, ma questa storia delle scomesse sta rallentando le trattative di tutti e dunque anche le nostre». A livello tattico cosa ha in mente? «Partiremo con il 4-4-2 e, ovviamente, il mercato sarà orientato in questa direzione. E' un modulo che volevamo fare anche nel passato campionato, ma poi ci siamo ritrovati con poche possibilità in avanti visti gli infortuni di Foti, Mchedlidze e Lazzari». Che ne pensa dell'ipotesi del ritorno di Tavano? «Ne sarei felicissimo. Sarebbe un acquisto importante per noi perché credo che un giocatore così possa farci fare il salto di qualità. Detto questo, però, so che non è per niente facile». Ma Aglietti ha mai avuto la tentazione di lasciare l'Empoli? «Il pensiero mai». E l'occasione? «Diciamo niente di concreto. Anche perché ho sempre saputo che la cosa migliore per me era ed è l'Empoli».
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