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Il "leone" Valdifiori vuole ruggire ancora
David Biuzzi
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A sinistra Mirko Valdifiori mentre esulta (rincorso dal compagno Soriano) dopo il gol segnato nella sfida interna contro il Padova (terminata 2-2) A destra il mediano azzurro premiato con il Leone dargento lunedì sera a Spicchio e, sopra, la sala del circolo Arci gremita dai tifosi azzurri che hanno preso parte (numerosi) alla cena che ha fatto da cornice alla nona edizione del premio organizzato dal sito pianetaempoli.it (che questanno era arricchita anche dal patrocinio dato dal Comune di Vinci) Dall'orgoglio per il premio dei tifosi alla speranza di ritagliarsi un posto nei playoff
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EMPOLI. Il Boss della Bassa, al secolo Luciano Ligabue, sarebbe contento. Lui, infatti, i mediani li ha esaltati tempo fa, in una delle sue canzoni. E il popolo azzurro ha seguito l'esempio consegnando il primo premio della stagione 2010/2011, il Leone d'argento, ha un esponente della categoria. In casa Empoli, infatti, a ruggire è Mirko Valdifiori. Che, a sorpresa, ha sbaragliato la concorrenza (e che concorrenza: Coralli, Forestieri, Moro e Stovini...). Il primo a non aspettarselo, infatti, era proprio lui, il vincitore, incoronato nella "cena azzurra" al circolo Arci di Spicchio. «In effetti - racconta Valdifiori - non pensavo proprio di vincere. E' stata una soddisfazione. Se mi sento un leone? Più semplicemente sono un giocatore che quando va in campo cerca di fare il meglio per sé e per i compagni. E, credo, ai tifosi questo piace». E' orgoglioso, Valdifiori, e non lo nasconde. «Fa piacere che sia stata la gente a scegliermi. Evidentemente - spiega - hanno apprezzato quello che ho fatto in questi tre anni. Una dedica? A chi mi sta vicino, cioé la mia fidanzata Elisa e la mia famiglia, e anche a me stesso. Ho visto l'albo d'oro, poi, e questo premio è andato a gente che ha scritto la storia dell'Empoli e che ha fatto, o sta facendo, una grande carriera. Dunque, oltre alla soddisfazione, sarà uno stimolo in più per provare a fare ancora meglio con questa maglia. E, inoltre, è stato bello il modo in cui i compagni hanno accolto la decisione: mi hanno preso in giro tutti, ma nel modo giusto. Da grande gruppo». In effetti, nella serata di Spicchio, il clima che si respirava tra i giocatori ha colpito un po' tutti. «E' vero, siamo un gran bel gruppo. E - aggiunge Valdifiori - il merito è soprattutto di chi sta fuori. E' normale essere contenti quando si gioca, ma io ci tengo a citare Ricardo Chara che non è stato in campo per 1 minuto e che non si è mai, neanche per un giorno, presentato all'allenamento senza il sorriso. Compagni così fanno le fortune di una squadra». Una squadra, l'Empoli, che ha centrato l'obiettivo della salvezza e, ora, può anticipare le vacanze o inseguire il sogno playoff. «Ci proveremo - assicura il giocatore - statene certi. Ora ci siamo tolti un peso, un peso che forse ci ha giocato un brutto scherzo a Sassuolo e in altre partite precedenti, e vogliamo costruirci la grande occasioni. Cioé vogliamo fare bene a Portogruaro e giocarci tutto contro il Torino. Finora, è vero, abbiamo fallito tutte le occasioni per fare il salto di qualità, però la salvezza raggiunta può darci la spinta in più». L'Empoli, però, dovrà fare a meno del suo leone, ingabbiato - per una settimana - dal giudice sportivo. «Dispiace dover saltare una gara così importante - conclude Valdifiori - ma ho già chiesto ai compagni di farmi un regalo. Quale? Permettermi di rientrare contro il Toro per giocare una partita decisiva. E so per certo che chiunque giocherà farà in pieno il suo dovere».
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