La retrocessione non basta a fermare il Certaldo
Roberto Felici
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Il gruppo del Certaldo che ha preso parte allultimo campionato dEccellenza chiudendo con una amara retrocessione Nell'ambiente viola resta un po' di rammarico ma c'è già la base (i giovani) per ripartire
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CERTALDO. Stagione sfortunata per il Certaldo che dopo tre salvezze ai playout è retrocesso in Promozione. Partito ancora una volta con un organico di ridotte dimensioni tecniche, stavolta non è riuscito ad aggrapparsi al tradizionale spirito di gruppo e ad arrivare agli spareggi. Troppi gli incidenti che hanno subito messo a dura prova la difesa con le defezioni di capitan Della Giovampaola e dell'under Mati. Ma è stata soprattutto la prolungata assenza del centravanti Deri (da metà novembre e fino alla fine del mese di febbraio) a pesare nell'economia del gioco e nelle capacità realizzative della squadra, tanto che capocannoniere si è rivelato il mediano Innocenti, con i tiri da lontano e le punizioni. Messe da parte queste vicissitudini, i viola sono comunque già ripartiti con la conferma di Antonio Bruschettini in panchina per la prossima stagione. «Per ripetere l'impresa della salvezza in Eccellenza serviva un aiuto dalla fortuna e invece tutto ha girato storto - afferma il mister - solo nel derby di Castelfiorentino è andato tutto bene con una vittoria per 4-1 anche troppo larga. Purtroppo nelle altre partite, pur giocando spesso alla pari, il risultato ha premiato gli avversari. La classifica finale non ha rispecchiato i valori perché potevamo stare a contatto con il gruppetto delle ultime e non retrocedere con due giornate d'anticipo». Qualche particolare rammarico? «Sì, se penso che il Montecalvoli ha conquistato due soli punti nel girone di ritorno (tra cui uno nello scontro diretto a Certaldo, ndc). Potevamo disputare almeno i playout e giocarci il tutto per tutto come negli anni scorsi negli ultimi 180'. Però le ripetute sconfitte in cui siamo incappati hanno troppo presto tolto la fiducia nei propri mezzi ai ragazzi». Aspetti da salvare? «Gli infortuni hanno dato più opportunità di giocare ai giovani. La base qualitativa per lavorarci in prospettiva futura è buona. Da migliorare c'è soprattutto la mentalità». Resterà alla guida del Certaldo anche in Promozione? «Sono sempre stato bene in questo ambiente a prescindere dai risultati. C'è già un accordo con la società per continuare il rapporto e stiamo mettendo a punto un programma per ripartire in modo dignitoso. Molto dipenderà dalla disponibilità e dalla motivazioni dei giocatori che hanno finito la stagione col morale a terra. Da questa settimana il ds Alessandro Corti dovrebbe iniziare il giro di colloqui per individuare i riconfermati e i tasselli da colmare».
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