Il presidio
L'Empoli resta tra color che sono sospesi
David Biuzzi
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Il portiere livornese De Lucia para il calcio di rigore battuto da Fernando Forestieri Forestieri sbaglia un rigore che non doveva tirare e col Livorno non arriva il salto di qualità
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EMPOLI. Il sogno playoff resta alla portata, la salvezza non è ancora in cassaforte. L'Empoli, cioé, resta tra color che sono sospesi e, col Livorno, fallisce l'ennesima occasione per compiere il definitivo salto di qualità. La fine è quella delle ultime gare interne, insomma, ma il copione no. Le ripartenze. Gli azzurri partono con modulo e formazione annunciata, mentre Novellino boccia l'ex Tavano (poi applaudito dalla Maratona al momento dell'ingresso) e passa al 4-2-3-1 con Parravicini in mediana e Luci dietro Danilevicius. In teoria, insomma, dovrebbe essere un derby da fuochi d'artificio. Ma in verità le due squadre giocano con un solo attaccante vero e, tolti anche i portieri, il resto giostra più o meno in mezzo al campo. C'è un traffico da metropoli all'ora di punta, dunque, e tale resterà per tutta la gara. Gli azzurri, così, scelgono un via rischiosa ma redditizia per provare a pungere. Ovvero lasciano il pallino in mano al Livorno per poi ripartire di slancio con Mchedlidze ad agire da boa e gli esterni Forestieri e Saponara ad attaccare gli spazi. Mossa rischiosa, si diceva, perché la prima occasionissima è del Livorno, con D'Alessandro che alza troppo la mira tutto solo davanti a Pelagotti. Eppure, come accennato, arrivano anche i frutti. Proprio sull'asse Mchedlidze-Forestieri (con la partecipazione decisiva di Moro), infatti, arriva il rigore che potrebbe cambiare la storia del derby. Lo stesso italo-argentino, però, sceglie di tirarlo (i disegnati della vigilia, con Coralli in panchina, erano Mchedlidze e Musacci) e lo fa talmente male che la parata di De Lucia diventa quasi comoda. Meno brio. E' l'ultimo sussulto di un primo tempo tutto sommato piacevole. Cui, però, non farà seguito una ripresa all'altezza. Scampato il pericolo, infatti, Novellino rintana i suoi a protezione dell'area di rigore e per l'Empoli, come spesso accade quando il canovaccio tattico è questo, trovare il varco diventa praticamente un'impresa. Ci prova Forestieri, che si scrolla dalle spalle l'erroraccio e continua ad essere il più insidioso, ma con poca fortuna. Aglietti, così, ci prova con le forze fresche cambiando, con il passare dei minuti, tutto il suo attacco. E rischia di pescare il jolly quando butta dentro Lazzari (proprio per un Forestieri ormai stremato) a 10' dalla fine. Nonostante la lunga assenza per infortunio, infatti, è proprio il fantasista romano a creare le ultime occasioni degne di nota della serata del Castellani: prima innescando Coralli dalla destra (capocciata fuori), poi andandoci vicinissimo in prima persona (slalom e diagonale largo di un niente). Ma non basta. Così come agli azzurri non basta un ultimo spicchio di derby davvero gagliardo (quasi un arrembaggio). O meglio, non basta a mettersi al sicuro e a conquistare i sogni di gloria, però un risultato importante arriva comunque. Alla fine del match, infatti, dal cuore del tifo (la Maratona) piovono applausi e cori di incitamento. Dopo quello che era successo nelle precedenti uscite con Padova e Novara, insomma, si è più o meno autorizzati a parlare di successo.
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