Italia
Dai fischi alle urla di gioia: l'Empoli è super
David Biuzzi
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Lattaccante georgiano Levan Mchedlidze anticipa luscita di Consigli e porta in vantaggio lEmpoli Gioca alla grande in casa della capolista Atalanta e compie un'impresa epica
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BERGAMO. Dai fischi alle urla. Quelle di gioia. Già, perché l'Empoli rialza la testa, piazza una prestazione superba e, cosa mai successa, s'impone in casa della capolista Atalanta (reduce da ben 18 risultati utili). Più che una grande vittoria, però, si tratta di un'impresa epica. Sinfonia azzurra. Si parte con gli schieramenti annunciati, ma a sorprendere è soprattutto l'atteggiamento dell'Empoli. La truppa di Aglietti, infatti, in casa della capolista se la gioca a viso aperto. Tanto che al 5' ci starebbe già un rigore (mani di Manfredini su tiro di Saponara, Nasca lascia correre). Episodio a parte, l'avvio di gara è davvero bello, con occasioni a raffica per entrambe nei primi 10'. Alla lunga, però, sono gli azzurri a far valere l'uomo in più nel mezzo (per soffocare le fonti del gioco orobico) e ad orchestrare ripartenze incisive. Quasi una sinfonia, insomma. Il resto lo fanno le qualità dei singoli. Come quando uno straordinario Saponara innesca l'azione del primo gol, come quando Mchedlidze (scelta azzeccata di Aglietti, peccato per l'ennesimo infortunio muscolare che lo toglie dal match al 34') va prima a deviare alle spalle di Consigli il cross di Moro (16'), poi a salire in cielo per armare la spaccata di Soriano che vale il raddoppio (29'). L'Atalanta è alle corde e rischia il ko 60" dopo, quando Valdifiori non arriva a deviare un cross di Forestieri a due passi dalla porta. La gara, però, resta aperta, perché i padroni di casa - seppure in difficoltà sotto il profilo tattico - si aggrappano ai numeri dei tanti "tenori" e servono sia un buon lavoro della difesa sia tre interventi importanti di Pelagotti per andare al riposo con zero reti al passivo. Impresa epica. La ripresa si apre coi padroni di casa che schierano subito l'artiglieria pesante. Colantuono, infatti, sgancia Barreto (per Raimondi) e Doni (per Carmona) passando al 3-4-1-2. Così i primi 15 minuti diventano una sofferenza. I nerazzurri spingono, gli azzurri non hanno più la superiorità in mezzo e faticano. Si aggrappano al cuore, però, e passata la bufera - grazie anche a un Pelagotti strepitoso - tornano pure a pizzicare con qualche ripartenza. A metà frazione, insomma, l'impresa sembra già cosa fatta. Ma non basta. Un Empoli così, infatti, merita di scriverne una memorabile, epica. E al 30', puntuale, ecco l'episodio che fa iniziare una nuova partita. Basta un contatto in area fra Nardini (entrato da 5' al posto di Saponara) e Ceravolo, perché Nasca decreta il rigore (che può starci) ed espelle l'azzurro (decisamente severo). Doni trasforma e riparte l'assedio. Aglietti sgancia Lazzari (per Forestieri) a tener palla, ma gli orobici stazionano quasi stabilmente nella trequarti. Soltanto che la difesa tiene botta respingendo qualsiasi cosa passi da quelle parti (nonostante l'ingresso della torre Bjelanovic). Al 43', però, l'arbitro torna protagonista cacciando anche Soriano (anche in questo caso il metro è decisamente più severo di quello usato per tante dure entrate dei lombardi...) ma i 9 empolesi rimasti sul campo continuano a combattere. Al 50' e ultimo di recupero, infine, Pelagotti inchioda a terra un'incornata di Barreto e la festa azzurra, tanto bella quanto meritata, può davvero iniziare.
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