Meteo
Chiamatelo provvidenza-Faraoni
◗
Sopra il bomber Andrea Faraoni in abiti borghesi e a destra la formazione del Monterappoli Il Monterappoli lo schiera negli ultimi minuti e lui colpisce sempre
3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Possiamo dirlo a grande voce: è l'uomo dell'ultimo minuto. Lo metti in campo a pochi giri di lancetta dalla fine e il gioco è fatto, quasi fosse un destino scritto, deciso. La palla la spedisce sempre dentro e il Monterappoli sentitamente ringrazia. È successo anche domenica nella sfida contro l'Erta. Entra a poco dalla fine e segna, Andrea Faraoni, commercialista bomber, un punto di riferimento per la squadra che lo ha soprannominato il... "capanno". Una sicurezza. «Il soprannome - spiega col sorriso Andrea - me lo ha dato il mister e sta tutto nel fatto che sono spesso fermo e corro pochissimo. In pratica come i cacciatori che fanno il capanno statico dove nascondersi quando vanno a caccia». Ma è una tecnica che funziona, visto che Andrea non si smentisce mai. Non fategli arrivare palla a pochi minuti dal triplice fischio finale, perché vi punisce. «E poi - spiega il futuro commercialista - mi chiamano anche "Mamba", come il serpente che quando ti morde ti fa morire dopo sette passi. Questo perché tutti i gol che realizzo li segno da poca distanza dalla porta, alla Inzaghi». Andrea è una pedina fondamentale del Monterappoli, una bandiera, un ragazzo che è il collante vero e proprio della squadra. Quando gli chiede se si ricorda un gol particolare, lui non ha dubbi. «Due anni fa, nella finale promozione dagli Amatori in A2, nel derby contro l'Arci Monterappoli, ho segnato con una scivolata da pochi metri mandando in delirio più di 100 persone accorse allo stadio. Ovviamente sono entrato a partita in corso, precisamente nel secondo tempo. Il coronamento a un grande anno». Ufficio e pallone. Si divide tra ufficio e pallone. Sta preparando l'esame per diventare commercialista, ma al campo non rinuncia mai «Perché - dice - il calcio vissuto col gruppo stupendo che c'è a Monterappoli è una valvola di sfogo troppo importante». Sul campionato non ha dubbi. «La squadra è più forte dello scorso anno, abbiamo preso una "vecchia volpe" della Uisp e un paio di giovani innesti validi». Più duro Andrea è quando gli si chiede di parlare del calcio amatoriale dell'Empolese-Valdelsa. «È in fase calante rispetto ai fasti di qualche anno fa, le squadre diminuiscono di anno in anno. I costi restano alti e ci sono pochi sponsor che aiutano e meno dirigenti disposti a stare dietro alle società. Credo che ci vorrebbe una rivoluzione. Penso ad un solo girone di A1 (nessuno vuole più giocare nella serie per paura di perdere sonoramente, e, infatti, molte squadre rifiutano le promozioni), solo un match la domenica, magari alle 11 invece che alle 9, e cercare convenzioni per giocare qualche partita dopo cena. Credo che allo stadio ci sarebbe molta più gente».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
