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Un portiere con la passione per i delitti
Marco Fani
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Alberto Pelagotti in porta, vice e amico del portiere titolare azzurro Jasmin Handanovic Pelagotti si racconta: se non avessi fatto il calciatore avrei studiato criminologia
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EMPOLI. Se non avesse fatto il calciatore, avrebbe sicuramente proseguito gli studi in criminologia. E forse oggi sarebbe al lavoro, magari nel difficile tentativo di svelare i segreti di qualche delitto intricato, degno del miglior ispettore Colombo o della magica penna di Alfred Hitchcock. Alberto Pelagotti, classe 1989, è il secondo portiere azzurro. Ma nell'Empoli si tratta di una riserva atipica, visto che ha già collezionato quattro presenze stagionali, di cui l'ultima mercoledì sera a Modena. Il collega di reparto Jasmin Handanovic è spesso impegnato con la maglia della nazionale slovena. E viste le indubbie qualità del giovane talento azzurro, ma anche il suo grande impegno negli allenamenti, la società azzurra ha deciso di puntare con decisione su di lui. Per "Pela" sarà un anno di tirocinio attivo sul campo che potrebbe presto spalancargli le porte per un grande avvenire. «Sono molto felice per questo inizio di campionato della squadra - racconta Pelagotti - non abbiamo mai perso e soprattutto abbiamo dimostrato di avere una buona mentalità anche lontano dal Castellani. Mister Aglietti sta facendo un ottimo lavoro con tutto il gruppo. A livello personale, poi, ho avuto anche la possibilità di giocare quattro gare da titolare e credo che il mio rendimento sia stato positivo. Giocare, infatti, mi ha permesso di approcciarmi alle partite con maggiore tranquillità. E questa caratteristica, si sa, è il pane quotidiano per qualsiasi portiere». Lunedì prossimo gli azzurri saranno chiamati al derby interno contro la corazzata Siena, squadra ancora imbattuta in serie B come il gruppo di Aglietti. Probabilmente Pelagotti si accomoderà nuovamente in panchina. Ma questo, per il giovane portierone, non è assolutamente un problema. «Sono consapevole del mio ruolo - continua - e anche del fatto che avrò altre opportunità durante la stagione quando Handanovic sarà chiamato in nazionale. La cosa che mi fa piacere è che la società abbia deciso di darmi fiducia visto che il mio ruolo di secondo è un po' particolare. Col Siena sarà sicuramente una bella vetrina. È un derby molto sentito e sarebbe fantastico regalare i tre punti ai nostri tifosi. Ci proveremo, ma senza guardare la classifica». Giovane, con le idee chiare e con un diploma di ragioneria in tasca. Ma anche un grande appassionato per le vicende del Mostro di Firenze. «Mi sono talmente appassionato alla serie - ammette il portiere azzurro - che ho letto molti libri sull'argomento, tra cui quelli di Michele Giuttari e di Ruggero Perugini. I misteri, i reati e la criminologia mi ha sempre intrigato fin da quando ero un bambino. E se non avessi fatto il calciatore, che è comunque il grande sogno realizzato della mia vita, avrei seguito quest'altra grande passione. Purtroppo è necessaria la laurea e sarà difficile intraprendere questa strada quando smetterò col calcio. Tuttavia resta un altro bellissimo sogno». La sua squadra del cuore è la Fiorentina, proprio come il capitano azzurro Lorenzo Stovini «uno sempre pronto a darti consigli - rivela con orgoglio Pelagotti - come Jasmin Handanovic». Ma il suo grande idolo è il portierone Gianluigi Buffon, anima dell'acerrima rivale bianconera. «So benissimo che tra Empoli e Fiorentina non corre buon sangue - ammette il portiere - ma della viola sono diventato tifoso quando ero un bambino. E questo non vuol dire che non lo sia anche dell'Empoli, o che non dia tutto me stesso per la causa azzurra. Ad Empoli sono approdato quando ero giovanissimo e sono riuscito ad arrivare fino alla prima squadra. È la società che mi ha dato tutto. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro. Buffon? È un grandissimo portiere. Un modello per tutta la categoria. Un numero di uno di talento e di grande affidabilità». Quando ha un po' di tempo libero segue le gesta della fidanzata Federica, giocatrice dell'Empoli Basket Girl. Ma non rinuncia nemmeno ad un buon piatto di pastasciutta confezionata dal padre Vinicio, ex portiere di buon livello in formazioni della Valdesa. «Ho iniziato a seguire il basket grazie a Federica ed è uno sport che mi ha appassionato molto - conclude - tanto che quando posso lo seguo anche in televisione. Ma nel tempo libero è anche bello poter apprezzare la buona cucina di mio padre Vinicio che è il vero cuoco di casa Pelagotti».
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