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MORI
E' l'uomo simbolo di un team imperfetto
D.B.
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7 MORI. Forse non è stato esattamente il migliore in campo. Sul gol del momentaneo 2-2, ad esempio, si fa "bruciare" da Gasparetto. E' sempre lui a controllare Piovaccari in occasione dell'1-2, ma di fronte a prodezze così c'è poco da dire. La morale, insomma, è che nella partita di Daniele Mori qualche macchia c'è. Eppure nella partita di questo ragazzo della classe 1990 c'è forse la fotografia di tutto l'Empoli. Ovvero di una squadra che ha il coraggio di andare in trasferta a giocarsela, che tiene benissimo il campo per 70 minuti e poi, in un lasso molto più breve, rischia di gettare alle ortiche una vittoria ampiamente meritata e anche già conquistata. C'è, però, anche la forza di rigettarsi avanti negli ultimi 5 minuti, di conquistare un angolo nel recupero e andare a saltare con attaccanti, centrocampisti e difensori centrali. Basti pensare che, dando la zuccata vincente, Mori anticipa addirittura Fabbrini. L'Empoli di Mori, dunque, è lontano dalla perfezione, ma è una squadra che ha tanta voglia di crescere e che ci mette sempre tutto.
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