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Aglietti passa al rombo e accende l'Empoli
David Biuzzi
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Stovini sommerso dallabbrccio dei compagni di squadra dopo aver messo a segno il gol decisivo Brutta partenza nel derby, poi Stovini-gol premia il cambio tattico ordinato dal tecnico
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EMPOLI. C'è l'assist di Mchedlidze, al debutto da titolare, c'è il gol di capitan Stovini, il primo in azzurro. Nel successo sul Grosseto, però, c'è soprattutto molto di Aglietti. Per lo spirito che ha trasmesso i suoi, per la mossa che cambia la storia del match attorno al 20'. Il rombo. Il derby, infatti, inizia con interpreti e moduli annunciati (l'unica variante è nel Grosseto con Federici terzino sinistro, Turati a destra e Sereni in panchina) e - verrebbe da dire ovviamente - con l'Empoli che dopo pochi secondi non sfrutta una prima, potenziale occasione. Episodio a parte, però, sono i maremmani a farsi preferire. Nello scontro che è quasi un "uno contro uno" allargato (tutte e due le squadre partono col 4-4-2), Soncin si fa trovare spesso fra le linee, Giovio punge e, in mezzo, le colonne di casa - Soriano e Valdifiori - faticano a trovare le misure. Con la nave che sembra avviata incontro a una tempesta, però, il capitano Aglietti interviene con tempi e modi giusti cambiando rotta prima di imbarcare acqua. Ovvero sposta Lazzari dietro alle punte, chiede a Valdifiori di agire da play basso e passa al 4-3-1-2. E' il rombo, insomma, e con il rombo l'Empoli s'accende. Proprio Lazzari, che si muove tantissimo dando sempre uno scarico ai compagni, e Valdifiori, che davanti alla difesa toglie fiato a Soncin e diventa padrone, permettono agli azzurri di avere sempre la palla fra i piedi. Davanti, poi, c'è Nardini a fare il vuoto. Nonostante parte da posizione più accentrata, infatti, si fionda in fascia tutte le volte che c'è il possesso palla e il povero Federici, fuori ruolo e fors'anche fuori forma, non lo prende mai. La seconda parte del tempo, insomma, diventa un monologo azzurro. Per segnare, però, serve il guizzo. Lo piazza Mchedlidze, che prima impegna Narciso, e poi sale in cielo a far da torre su un angolo di Narciso con Stovini (se hai il mal d'attacco non può che segnare un difensore...) che scarta il cioccolatino e realizza il gol partita sul tramonto del tempo. In controllo. Nella ripresa, dunque, toccherebbe al Grosseto fare la partita. Ma i maremmani, che hanno già perso la "mente" Consonni per infortunio, faticano assai. Demeriti propri, in prima battuta, ma bravi sono gli azzurri a serrare le fila e a concedere le briciole. Nonostante in campo ci siano tanti elementi dalle caratteristiche offensive, infatti, la truppa di Aglietti corre e rincorre, lotta e si sacrifica con tutti i suoi effettivi. E' squadra, cioé, dannatamente squadra (anche dopo i cambi, altro ottimo segnale). Il resto, poi, lo fa una difesa che brilla sia a livello di reparto che nel rendimento dei singoli. Il risultato è che il Grosseto non tira mai in porta (nello scout resta la sola conclusione di Giovio prima della "rivoluzione" tattica) e l'agognato primo successo interno diventa realtà. Con un angolo che ancora resta da smussare, però: la gara doveva e poteva essere chiusa prima. L'Empoli aveva lo spazio per colpire e pure gli elementi adatti a sfruttare i metri di campo lasciati vuoti dalla squadra di Apolloni. E, spesso e volentieri, gli sprechi si pagano...
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