Il Tirreno

Empoli

Sul regno di Ercoli non tramonta mai il sole

Filippo Cioni
A sinistra Simone Ercoli durante una delle sue faticose imprese consumate in acque aperte e, qui sopra, il pluri-decorato atleta di Castelfiorentino sul podio europeo della staffetta (ultimo a destra) insieme ai compagni di nazionale Simone Ruffini e Rachele Bruni
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A sinistra Simone Ercoli durante una delle sue faticose imprese consumate in acque aperte e, qui sopra, il pluri-decorato atleta di Castelfiorentino sul podio europeo della staffetta (ultimo a destra) insieme ai compagni di nazionale Simone Ruffini e Rachele Bruni

A 31 anni si è riscoperto grande e a Budapest lo ha dimostrato a tutta l'Europa

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 CASTELFIORENTINO. A 31 anni, e una lunga carriera alle spalle, a lui piace parlare di riscatto. Non puoi dargli torto, quando passi anni a vincere tanto e poi incappi in un tunnel che nasconde la luce. Simone Ercoli non andava a medaglia internazionale dal 2006, tanto tempo per il campione del nuoto di Castelfiorentino. Piazzamenti non brillanti, gare in grigio scuro.  Quattro anni in cui qualcuno, forse, si era anche dimenticato un po' di lui. Ma adesso Ercoli è tornato. E' tornato e lo ha fatto sentire, è tornato e ha ruggito. Agli ultimi Europei di nuoto di Budapest due medaglie nel suo nuoto di fondo (due argenti, 5 km individuale e a squadre), per gridare a tutti che lui c'è ancora. «Sono due argenti che mi danno una soddisfazione immensa - dice il nazionale - sono arrivato all'appuntamento in grande forma. Era dal 2006 che non riuscivo a salire sul podio e penso che con questi Europei mi sia riscattato. Sapevo che il mio momento sarebbe arrivato perché alla fine il lavoro paga. Mi sono preparato un anno per le gare, ho fatto diversi collegiali con la nazionale durante l'anno, e poi con mister Giovanni Pistelli a Empoli ho intensificato gli allenamenti e all'appuntamento sono arrivato al top della forma». L'esempio di Ercoli è lo stesso che dà il suo sport, dove chi molla è perduto. E' tanto piaciuto rivederlo cantare l'inno di Mameli, mancava a tutti, dentro a quella nazionale di fondo che passerà alla storia per le tante medaglie vinte, record assoluto nella sua storia (otto). «Ho festeggiato con i miei amici per una settimana - ci racconta Simone - voglio anche ringraziare il sindaco di Castelfiorentino, Giovanni Occhipinti, che mi è stato molto vicino. Ci siamo scambiati dei messaggi prima e dopo la gara. Presto ci incontreremo in comune per festeggiare». Simone è un battagliero, adesso che ha ritrovato la spada e la via punterà con decisione agli appuntamenti clou del prossimo anno: i Mondiali di Shanghai, in agosto, poi gli Europei di specialità in Israele a settembre. Ha ancora altri riscatti da prendersi per pareggiare i conti.  «Sarà una stagione molto impegnativo e stimolante - commenta Ercoli - ma ora mi godo un po' di vacanza». E viene in mente quanto possa essere curioso il destino: a Budapest, dove Ercoli ha ritrovato il sorriso, l'atleta aveva vinto l'ultima medaglia che conta nel 2006 (bronzo nella 5 km individuale agli Europei), nello stesso anno in cui a Napoli si era preso anche il bronzo mondiale nella stesso tipo di prova. Poi quel tunnel buio e lungo, ma adesso lui non ci pensa più. Nella vita sportiva di Simone è tornata la luce.

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