Il Tirreno

Empoli

Un punto e tante certezze per l'Empoli

David Biuzzi

Sul campo del Varese riesce a farsi valere nonostante le assenze e gli infortuni

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 VARESE. Tre indizi fanno una prova, si sa, e allora la sfida del Franco Ossola regala una prima certezza: l'Empoli è una squadra. Già, perché solo una squadra vera può ottenere un risultato utile in una giornata in cui i guai sembrano le ciliege. Uno tira l'altro, cioè.  Nuova soluzione. Con Soriano, Fabbrini e Handanovic in nazionale, infatti, Aglietti sgancia Pelagotti e Mori, al debutto stagionale, s'affida all'esperienza di Gorzegno (preferito a Gotti sulla sinistra) e, soprattutto, a sorpresa cambia modulo. Sceglie il 4-3-3, cioè, con Valdifiori e Moro a proteggere Musacci e due sterni alti, Cesaretti e Nardini, a fare le due fasi. E, in effetti, quando la palla è fra i piedi del Varese gli azzurri disegnano un 4-1-4-1 che limita gli spazi, spegne la verve dell'ex Buzzegoli e lascia ai padroni di casa l'unica soluzione del gioco sugli esterni. Proprio sulle corsie, infatti, il 4-4-2 di Sannino crea grattacapi, nel primo tempo. Tutto sommato, però, l'Empoli si difende con ordine anche se Coralli sembra un po' troppo isolato davanti. Dopo meno di 15' di gara, però, arriva il primo contrattempo a complicare ulteriormente i piani di Aglietti: Nardini si fa male e lascia il posto a Lazzari, anche lui alla prima in azzurro. Il nuovo entrato ci mette impegno e dedizione, ma è chiaro che non può essersi ancora calato perfettamente nella nuova realtà (è arrivato mercoledì scorso...). Nonostante la manovra d'attacco non possa essere fluida, però, gli azzurri - oltre a limitare le offensive dei locali e a trovare un eccellente Pelagotti quando i meccanismi di copertura non funzionano a dovere - costruiscono pure le due migliori occasioni del primo tempo col palo di Musacci al 24' e la palla-gol divorata da Coralli al 45'.  Altri guai. La ripresa - come previsto e annunciato da Aglietti nella conferenza stampa della vigilia - inizia con gli stessi interpreti, gli stessi sistemi di gioco ma con un Empoli decisamente più intraprendente. In meno di 15 minuti, infatti, gli azzurri fanno venire i brividi a Moreau in almeno 3 circostanze. Valdifiori e Moro, in mezzo, si fanno ammonire proprio perché il pressing è asfisiante e il Varese trova enormi difficoltà ad impostare. Anche lo sbocco sugli esterni cercato e trovato spesso nel primo tempo, infatti, è sempre meno libero. L'impressione, insomma, è che Stovini e soci possano davvero prendere il comando delle operazioni. Peccato, però, che prima che possa succedere un'altra serie di problemi limitino la manovra degli azzurri. Mori, ad esempio, s'arrende ai crampi e lascia spazio e gloria al debuttante (in assoluto) Tonelli, Gorzegno ha lo stesso inghippo qualche minuto dopo anche se stringe i denti e resta il campo. Con due cambi obbligati, però, ad Aglietti resta da giocare una sola carta (mentre il Varese inserisce forze fresche dalla cintola in su). Il tecnico azzurro se la gioca con Foti (che rivela Cesaretti) per non scoprire troppo la fascia (Gorzegno, come detto, non è al top) e il colpo resta in canna. Poco male, però. Perché, come detto, l'Empoli torna a casa con 1 punto e, soprattutto, con la consapevolezza di essere squadra.  

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