Dopo lennesima salvezza ai playout il tecnico ha deciso di restare in sella e ora spiega perché
Bruschettini vuol dire fiducia
R.F.
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Antonio Bruschettini tecnico del Certaldo Il tecnico crede sempre più nel suo Certaldo: «Cresceremo»
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CERTALDO. Vincere il campionato attraverso i playout. E' questa la rituale mission del Certaldo che senza grandi investimenti e con ampio spazio ai giocatori locali riesce sempre a cavarsela negli spareggi. Era già successo contro Massetana e Larcianese e il miracolo si è ripetuto col Cascina nonostante la buona qualità e il vantaggio della miglior classifica degli avversari. «E' stato il finale più sofferto, bello ed emozionante del mio ciclo certaldese - afferma mister Antonio Bruschettini - abbiamo avuto un pizzico di buona sorte nei playout, ma non sono rimaste ombre sugli episodi chiave. All'andata il fuorigioco sul gol annullato al Cascina era nettissimo. Al ritorno sul rigore reclamato da Pisani il contatto è tutto da dimostrare e lui ha accentuato la caduta non potendo arrivare al tiro. Sono felice per i ragazzi, in particolare per quelli che hanno avuto qualche difficoltà o che hanno trovato meno spazio durante l'anno, ma diventati decisivi nei playout. Comunque tutti hanno lottato alla grande nelle due "finali" dimostrando di non mollare mai». Ovviamente il campionato nei viola non è racchiuso solo nelle sfide-salvezza con il Cascina (1-0 in casa e 1-1 fuori). «Ci siamo tolti alcune soddisfazioni come vincere il derby a Castelfiorentino e sfiorare il bis in quello di ritorno, espugnare campi importanti come quelli del Pietrasanta, del Pisa e del Picchi. Il tutto in una stagione difficile sotto vari aspetti che dà più risalto a queste imprese. Dal punto di vista personale sono riuscito a ripartire dopo un'esperienza negativa a San Donato in Poggio in un girone di livello più alto rispetto al passato». Ora è pronta la scommessa proiettata sul 2010/11. «Già alla fine del campionato avevo le idee chiare poiché ritenevo che la squadra non avesse espresso tutto il suo potenziale. Ci siamo solo presi con la società una pausa di riflessione a maggio per non commettere l'errore di due anni fa con un frettoloso accordo. Ora siamo pronti per andare a caccia di una nuova salvezza. E' indispensabile che i ragazzi siano motivati e trovino la massima fiducia nell'ambiente. Con la maturazione definitiva di alcuni elementi come Kamberi, Corsi, Mori e Signorini e la conferma di una colonna portante per ogni reparto sono convinto di poter far bene».
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