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«Io ho tanta voglia di Empoli...»

David Biuzzi
«Io ho tanta voglia di Empoli...»

Fra ammiccamenti e mezze ammissioni Aglietti è sempre più vicino

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 EMPOLI. Non lo dice, non può dirlo. Ma tra voci insistenti, ammiccamenti, dichiarazioni d'intenti e mezze rivelazioni il quadro comincia a farsi chiaro. Alfredo Aglietti, cioé, non è il nuovo padrone della panchina dell'Empoli, ma è vicino vicino. A un passo. Lo fa capire anche lui, tra le righe, perché l'ex giustiziere dell'Italia di Sacchi (nella famosissima amichevole Italia-Pontedera 1-2 del 1994) è ancora impegnato nella rincorsa al tricolore con la Primavera della Samp. Un traguardo a cui tiene, ma che non gli impedisce di parlare di un probabilissimo futuro in azzurro.  «Diciamo che l'interesse c'è - sottolinea il tecnico nato a San Giovanni Valdarno il 16 settembre del 1970 - e che mi fa piacere. Vedremo se si potrà concretizzare».  Ormai parlare di interesse è un po' poco...  «Posso aggiungere che ho parlato con la società e, ripeto, che dovremo vedere se questa cosa potrà andare in porto. Ora, però, devo pensare anche alla Sampdoria visto che siamo in corsa per il campionato».  Ma possiamo dire che l'interesse è reciproco?  «Non è la formula migliore».  In che senso?  «L'interesse è dell'Empoli. Da parte mia c'è una grande, grandissima voglia di poter diventare il nuovo allenatore di una società importante. E già vedere il mio nome accostato a una piazza del genere, ve lo giuro, è motivo di grande orgoglio per me».  Sa che in corsa con lei c'è anche il suo amico Pane?  «Un grande amico. Siamo cresciuti insieme, calcisticamente, nel Pontedera di D'Arrigo. E abbiamo anche iniziato più o meno insieme la carriera di allenatore. Se davvero, come dite voi, l'Empoli prenderà uno di noi due, vuol dire che si affiderà comunque a una persona seria, disponibile, che ama lavorare sul campo».  L'Aglietti giocatore era un attaccante alla Luca Toni ma l'Aglietti tecnico?  «L'attaccante ormai è un ricordo, putroppo. Il tecnico, come ho accennato, lavora con grande passione».  Ha un modulo di riferimento?  «A Viareggio (dove ha ottenuto due promozione dalla D alla C1 dopo aver iniziato nella Rondinella nel 2004 ed essere passato alla Sestese nel 2005, ndr) ho giocato con il 4-2-3-1 o il 4-4-1-1 con le due punte disposte in verticale. Quest'anno sono arrivato alla Sampdoria e Del Neri mi ha chiesto di giocare sempre con la difesa a 4. A volte ho utilizzato anche il 4-3-1-2. Per come la vedo io, però, un allenatore deve saper adattare il suo modo di interpretare il calcio alle caratteristiche dei suoi giocatori. E' sbagliato basarsi su un solo sistema di gioco».  Se l'Empoli sceglierà lei avrà problemi a liberarsi dalla Sampdoria?  «No, ho il contratto in scadenza. Naturalmente ho parlato anche coi dirigenti blucerchiati e sanno che la mia prima scelta è comunque quella di guidare una prima squadra».  E se ora, a Macerata, dovesse giocarsi lo scudetto contro la Primavera dell'Empoli?  «Cercherei di vincerlo, ovviamente».  Ma sa che potrebbe allenare presto alcuni di quei ragazzi?  «Cadrei in piedi. I ragazzi dell'Empoli sono bravi e, con un grande tecnico come Ettore Donati, migliorano di giorno in giorno».  A presto, allora...  «Speriamo».  

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