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Empoli

Campilongo anticipa il congedo

David Biuzzi
Sasà Campilongo si congratula con i suoi allievi alla fine di una partita
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Sasà Campilongo si congratula con i suoi allievi alla fine di una partita

«Sì, quella di domenica sarà la mia ultima partita da allenatore azzurro»

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 EMPOLI. Il divorzio non è ancora sicuro, perché nessuno si è preso la briga di certificarlo, ma Salvatore Campilongo sa bene che questa sarà la sua ultima settimana da allenatore dell'Empoli. Lo dicono la logica, le sensazioni e il tecnico partenopeo non è certo tipo da nascondersi.  «Sì - ammette Sasà - è l'ultima settimana della stagione e penso proprio che sia la mia ultima a Empoli».  Glielo hanno detto?  «No, ma se a fine maggio non si è parlato di niente significa che le strade si divideranno e che ognuno seguirà la propria».  Dispiaciuto?  «Un po'. Qui sono stato bene, sono stato messo nelle condizioni di lavorare bene e forse mi aspettavo un riconoscimento diverso. La società, sia chiaro, è libera di fare le sue scelte, ci mancherebbe altro, ma è da 3 mesi che si rincorrono le voci sugli allenatori e nessun dirigente è venuto nello spogliatoio a dire che non c'era niente di vero. Sarebbe stata una bugia, è vero, ma sarebbe servita per gestire il finale di stagione».  Qualche rimpianto per l'andamento della stagione?  «Uno. Mi dispiace, cioè, che non ci siano state le condizioni per integrare la rosa sul mercato di gennaio. In un campionato come poi si è rivelato questo potevamo inseguire un traguardo davvero molto importante».  Però si sapeva che le condizioni erano queste.  «Sì, è vero. La società aveva un progetto di risanamento che io ho sposato in pieno. E, infatti, gli obiettivi della salvezza e della valorizzazione dei giovani, quelli che mi erano stati chiesti, li abbiamo centrati alla grande. Però, ripeto, in una stagione così sarebbe bastato poter investire 1 milione a gennaio per fare il salto di qualità. Purtroppo, però, i tanti spesi nella scorsa stagione hanno pesato di più...».  Significa che è arrivato nell'anno sbagliato?  «Assolutamente no. Anzi, se permettete ci tengo a mettere bene in chiaro un cosa».  Prego...  «Io devo molto all'Empoli. Allenavano da soli 8 mesi in B e mi hanno dato l'occasione di lavorare in una piazza prestigiosa dove tanti tecnici si sono affermati. Al presidente Corsi, al dg Vitale e a tutti quanti non posso che dire grazie».  Cosa si aspetta per l'ultima da allenatore dell'Empoli?  «Vogliamo chiudere bene. Dopo la sconfitta col Brescia abbiamo visto sfumare l'obiettivo playoff e abbiamo un po' mollato. Ci sono anche tanti giocatori in scadenza e anche loro, probabilmente, hanno iniziato a preoccuparsi per il loro futuro. Però ora dobbiamo fare l'ultimo sforzo per regalare l'ultimo successo ai nostri tifosi e terminare degnamente una stagione positiva».  Gli aspetti migliori?  «Tanti. Ma i 26 gol di Eder e i 16 di Coralli sono quello che più risaltano. Ora mi piacerebbe chiudere con il capocannoniere del torneo».  E il suo futuro?  «Vedremo. Voci ce ne sono tante, ma in realtà ho solo avuto una chiacchierata. Con l'Ascoli? No (infatti oggi coi bianconeri dovrebbe firmare Gustinetti, ndr). Con Signorelli del Livorno».  

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