Il talento di Saponara non si esaurisce sul campo
Filippo Cioni
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Riccardo Saponara in azione nella gara di Coppa Italia contro il Milan Poteva andare all'Inter ma ha scelto l'azzurro: «Perché questo è l'ambiente giusto per crescere»
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EMPOLI. Se Riccardo Saponara gioca nell'Empoli lo deve anche al suo buonsenso. Nel gennaio 2009 lo vogliono in tanti, tra cui l'Inter. Ma Saponara è ragazzo avveduto, così sceglie l'azzurro «perché questo è l'ambiente giusto per crescere. Se sbagli hai un'altra possibilità, ma se inciampi all'Inter forse no». Nato il 21 dicembre 1991 a Forlì, cresce nel vivaio del Ravenna, giocando anche tre partite in Prima divisione. Nel gennaio 2009 passa, in comproprietà, all'Empoli. Oggi è un freccia nell'attacco della Primavera di Donati. Si divide tra la scuola, il campo e l'immancabile computer che lo accompagna sempre in tandem con la Playstation. Si ispira a Kakà, tifa Milan tanto da averlo seguito anche in trasferta a Siena qualche mese fa. Saponara è un ragazzo riflessivo, gli chiediamo dei suoi obiettivi e lui risponde serenamente. «Voglio crescere con calma, la gavetta è importante, quando verrà il mio turno sarò pronto a giocare a Empoli o a essere girato a qualche altra squadra». Così a Monteboro c'è un calciatore felice, in pace col mondo. Un ragazzo che vive il fatto di essere una promessa del calcio coi piedi per terra, pensando ora solo alla sua Primavera. «Credo che la squadra abbia tutte le qualità per puntare alle fasi finali del campionato - ammette - ci siamo ripresi da un periodo negativo frutto della stanchezza del post Viareggio». Saponara non ha segnato molto quest'anno, ma lui vede il bicchiere mezzo pieno. «Sono contento di quello che ho fatto, certo devo acquisire più cattiveria sotto porta, maggiore cinismo. Dal punto di vista strettamente caratteriale ringrazio mister Donati perché mi sta dando più fiducia in me stesso, mi fa crescere». Riccardo Saponara Kakà non ha segnato molto, vero, vorrebbe mettere dentro qualche pallone decisivo ma si prende anche qualche soddisfazione. «Quest'anno mi ricordo per esempio con gioia un gol alla Samp in trasferta che non è stato male». Inutile dire che nello spogliatoio si è inserito bene: amici tutti, nemici nessuno come vuole la "legge" di Monteboro. «Sono ottimi ragazzi», dice Saponara, con un elogio particolare al compagno Dumitru. «Ha grandi doti umane e potenzialità tecniche notevoli, non è un caso che sia in prima squadra». La sua non è invidia ma sincera amicizia. E rispetto. Saponara è questo, un talento in campo e fuori.
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