CALCIO
L'Empoli deve guardarsi le spalle
David Biuzzi
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A sinistra la delusione di Stovini A destra Vannucchi con PasquatoErrori, orrori, limiti, sfortuna. C'è tutto a remare contro l'Empoli. Che, a Trieste incassa la solita sconfitta esterna (ora sono 11) e si fa risucchiare in classifica. Le zone nobili sono sempre più lontane, dunque. Tanto lontane che da oggi, forse, è il caso di riporre le ambizioni in un cassetto e cambiare obiettivo
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TRIESTE. Errori, orrori, limiti, sfortuna. C'è tutto a remare contro l'Empoli. Che, a Trieste incassa la solita sconfitta esterna (ora sono 11) e si fa risucchiare in classifica. Le zone nobili sono sempre più lontane, dunque. Tanto lontane che da oggi, forse, è il caso di riporre le ambizioni in un cassetto e cambiare obiettivo.
Tutto nero. Bastano 75 secondi, alla Triestina, per segnare il gol-partita. Neanche il tempo di verificare uomini e schemi, insomma, e Della Rocca è già a festeggiare una prodezza balistica figlia del caso, del coraggio e di una palla persa troppo banalmente da Musacci sulla trequarti. E' il solito approccio soft, dunque, a condannare l'Empoli. Dopo 10 minuti incoraggianti, infatti, la squadra torna quella di tante, troppe trasferte: lunga, molle. Non vince un contrasto e non crea niente se non per qualche estemporanea giocata di Eder (ma poi si spegnerà anche lui). Gli alabardati non fanno niente per cui valga la pena applaudire, ma tanto basta a controllare senza affanni e, più volte, sfiorare il bis in contropiede. Visto che i padroni di casa hanno dei problemi, poi, ci pensano ancora gli azzurri a chiudere la pratica. Angella, in particolare, si guadagna il secondo giallo (troppo severo il primo, ma Tommasi lo aveva già graziato fra le due sanzioni) per un'entrata senza senso su Pit.
Meno peggio. Al riposo, insomma, la Campilongo-band è sull'orlo del baratro. Eppure proprio in 10 riesce ad avere un'impennata d'orgoglio e a comportarsi da squadra. La ripresa, infatti, inizia con Kokoszka per Musacci e gli azzurri con il 4-3-2. Rischia qualcosa in contropiede, l'Empoli, ma ha il merito di provarci fino in fondo. Con gli ingressi di Fabbrini (per Gulan) prima e De Giorgio (per Valdifiori) poi passa addirittura a un 3-4-2 che qualche affanno ai padroni di casa (dove l'ex Pasquato alterna buone giocate a errori banali) lo crea. Calderoni non deve sporcarsi, sia chiaro, ma rispetto a una prima frazione da film horror si può almeno tenere accesa la speranza. Vana, però. Come a oggi sembra vano continuare a pensare ai playoff.
La situazione. Gli spareggi promozione, in realtà, sono rimasti a 4 punti di distanza, ma visto che l'andamento è sempre il solito è arrivato il momento di guardarsi alle spalle. Complice il successo del Brescia a Gallipoli, infatti, il vantaggio sulla quint'ultima posizione (quella dei playout) resta di 7 lunghezze e, dunque, abbastanza rassicurante. Ma il trend si è fatto pericolosamente negativo e già la sfida di martedì sera con il Mantova diventa di quelle pesanti: c'è da vincere, infatti, per non ritrovarsi a correre rischi.
Tutto nero. Bastano 75 secondi, alla Triestina, per segnare il gol-partita. Neanche il tempo di verificare uomini e schemi, insomma, e Della Rocca è già a festeggiare una prodezza balistica figlia del caso, del coraggio e di una palla persa troppo banalmente da Musacci sulla trequarti. E' il solito approccio soft, dunque, a condannare l'Empoli. Dopo 10 minuti incoraggianti, infatti, la squadra torna quella di tante, troppe trasferte: lunga, molle. Non vince un contrasto e non crea niente se non per qualche estemporanea giocata di Eder (ma poi si spegnerà anche lui). Gli alabardati non fanno niente per cui valga la pena applaudire, ma tanto basta a controllare senza affanni e, più volte, sfiorare il bis in contropiede. Visto che i padroni di casa hanno dei problemi, poi, ci pensano ancora gli azzurri a chiudere la pratica. Angella, in particolare, si guadagna il secondo giallo (troppo severo il primo, ma Tommasi lo aveva già graziato fra le due sanzioni) per un'entrata senza senso su Pit.
Meno peggio. Al riposo, insomma, la Campilongo-band è sull'orlo del baratro. Eppure proprio in 10 riesce ad avere un'impennata d'orgoglio e a comportarsi da squadra. La ripresa, infatti, inizia con Kokoszka per Musacci e gli azzurri con il 4-3-2. Rischia qualcosa in contropiede, l'Empoli, ma ha il merito di provarci fino in fondo. Con gli ingressi di Fabbrini (per Gulan) prima e De Giorgio (per Valdifiori) poi passa addirittura a un 3-4-2 che qualche affanno ai padroni di casa (dove l'ex Pasquato alterna buone giocate a errori banali) lo crea. Calderoni non deve sporcarsi, sia chiaro, ma rispetto a una prima frazione da film horror si può almeno tenere accesa la speranza. Vana, però. Come a oggi sembra vano continuare a pensare ai playoff.
La situazione. Gli spareggi promozione, in realtà, sono rimasti a 4 punti di distanza, ma visto che l'andamento è sempre il solito è arrivato il momento di guardarsi alle spalle. Complice il successo del Brescia a Gallipoli, infatti, il vantaggio sulla quint'ultima posizione (quella dei playout) resta di 7 lunghezze e, dunque, abbastanza rassicurante. Ma il trend si è fatto pericolosamente negativo e già la sfida di martedì sera con il Mantova diventa di quelle pesanti: c'è da vincere, infatti, per non ritrovarsi a correre rischi.
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