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Pane apre il suo libro dei ricordi

David Biuzzi
Alessandro Pane durante una delle tante gare giocate con l’Empoli
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Alessandro Pane durante una delle tante gare giocate con l’Empoli

Il suo libro di ricordi è pieno di cose buone, di cose belle. Eppure sabato prossimo al Castellani, cioè nello stadio dove ha vissuto feste memorabili, tornerà da avversario, alla guida dell'Ascoli.

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EMPOLI. Ha rischiato di essere soltanto uno dei tanti giocatori di passaggio. Una stagione, con più ombre che luci, e via a cercar miglior fortuna da un'altra parte. La consacrazione calcistica, invece, Alessandro Pane l'ha trovata a Empoli. Nel fantastico Empoli di Spalletti, per la precisione, quello capace di ritagliarsi un posto nell'olimpo del calcio italiano.
Il suo libro di ricordi, dunque, è pieno di cose buone, di cose belle. Eppure sabato prossimo al Castellani, cioè nello stadio dove ha vissuto feste memorabili, tornerà da avversario, alla guida dell'Ascoli. «Probabilmente mi farà uno strano effetto - spiega Pane, che a Empoli vive stabilmente con la moglie e i due figli - ma penso che sarà una bella esperienza. Già avverto sensazioni positive».

Anche perché significa che l'allenatore Pane sta facendo strada.
«E' sulla strada, diciamo. Ma Nel calcio, soprattutto quello italiano, devi dimostrare di poterci stare settimana dopo settimana. E' una battaglia, insomma. Però è il mestiere che mi sono scelto, o chi mi ha scelto, e lo accetto».

Ma il suo Ascoli non sta andando male.
«Diciamo che fare l'allenatore sarebbe il mestiere più bello del mondo se non ci fossero le partite...».

Eppoi lei sembrava già un allenatore in campo.
«Stavo in mezzo, avevo un ruolo di responsabilità. In un certo senso è che come se avessi continuato a fare quello che ho sempre fatto».

Qual è il primo ricordo che le viene a mente quando ripensa ai suoi anni in azzurro?
«Ce ne sarebbero tanti. Tipo la vittoria sul Como nelle finale dei playoff di serie C a Modena, quella di Cremona che ci valse la promozione in A, quella nel derby di Firenze. Soprattutto, però, rammento il clima speciale che si era creato nel gruppo. Tra di noi, e non parlo solo dei giocatori, c'era qualcosa di speciale».

E sembra esserci ancora visto che il suo vice è Stefano Bianconi.
«Sì, c'è ancora. Proprio perché era qualcosa di speciale. Non a caso siamo andati al di là dei nostri reali valori tecnici».
In estate si era parlato di lei come di un candidato alla panchina azzurra.
«L'ho letto sui giornali, ma in verità non ho avuto nessun contatto con i dirigenti dell'Empoli».
Le sarebbe piaciuto?
«Non ho potuto neanche pensarci visto che, come vi ho già detto, non ho avuto contatti».

Della sfida di sabato che ci dice?
«Che sarà dura. L'Empoli ha qualità nei singoli e una buona organizzazione di gioco. Ma nell'ultimo periodo siamo stati poco fortunati sotto il profilo dei risultati e daremo il massimo per riuscire a far bene».
Il passato è passato, insomma.

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