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EMPOLI SPORT
I grandi stimoli della maglia 59
Marco Fani
◗
Pietro De Giorgio il nuovo giocatore dell’Empoli che ha raggiunto i compagni giovedì scorso e spiega il contributo che vuol dare alla causa azzurraSegni particolari destro naturale, ma anche un vizietto del gol, che è diventato il suo principale marchio di fabbrica. Pietro De Giorgio è arrivato alla corte di mister Salvatore Campilongo giovedì scorso e si è già messo a disposizione dei compagni
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EMPOLI. Segni particolari destro naturale, ma anche un vizietto del gol, che è diventato il suo principale marchio di fabbrica. Pietro De Giorgio è arrivato alla corte di mister Salvatore Campilongo giovedì scorso e si è già messo a disposizione dei compagni. «Cosa mi aspetto? - dice - voglio misurami in questa nuova categoria e spero di dare un contributo importante alla causa azzurra».
Un'avventura che De Giorgio ha iniziato in punta di piedi, dopo la difficile stagione al Perugia in Lega Pro, società con cui ha rescisso consensualmente il contratto alcuni giorni fa prima di approdare in azzurro. «Purtroppo è stato un campionato veramente duro - spiega il centrocampista - sulla carta era stata allestita una squadra per puntare alla promozione in serie B, ma i risultati non sono stati in linea con le attese. Abbiamo vissuto tre avvicendamenti in panchina e la salvezza è arrivata proprio all'ultimo tuffo, in un ambiente molto esigente e che ha fame di grande calcio. Per tanti motivi mi voglio gettare alle spalle il campionato scorso e riporto con nuovi stimoli e grande entusiasmo. Empoli mi è sembrato subito, l'ambiente ideale dove poter fare calcio».
Dell'ipotesi Empoli si era parlato a giugno, ma poi non si era concretizzata. «C'era stato un contatto - continua De Giorgio - ma poi era tutto sfumato».
Il centrocampista ha scelto il numero di maglia 59, che sarà ufficializzato nei prossimi giorni. «È un omaggio a mio padre - continua - visto che si tratta dell'anno della sua nascita».
Il suo ruolo naturale è l'esterno di centrocampo. «Non ho problemi sia a giocare a destra che a sinistra - conferma De Giorgio - e per quanto riguarda il modulo non ho problemi ad adattarmi nel 4-4-2 e nel 4-3-3».
Proprio i due sistemi utilizzati da mister Salvatore Campilongo durante la preparazione estiva e al debutto in coppa Italia e campionato. «Ho avuto Campilongo come allenatore due stagioni fa a Cava dei Tirreni - prosegue - è stato un campionato ricco di soddisfazioni. Oltretutto sono riuscito a realizzare anche sette reti». E il vizietto del gol è diventato uno dei suoi marchi. «Sono al servizio della squadra - continua - ma negli ultimi anni, compresa anche la stagione in serie C2 a Melfi sono riuscito a segnare qualche gol. Spero di poter fare altrettanto in maglia azzurra».
Con i nuovi compagni ha già effettuato l'allenamento giovedì sera. E ha poi seguito la partita inaugurale col Piacenza dalla tribuna dello stadio Castellani. «Dopo un primo tempo un po' contratto - spiega - siamo usciti fuori molto bene, mettendo sotto i nostri avversari. L'espulsione nella ripresa? In realtà eravamo già riusciti a prendere in mano il pallino del gioco prima che il Piacenza rimanesse in dieci. Una vittoria meritata». Il prossimo impegno sarà la difficile trasferta di Torino, contro una delle formazioni favorite per la promozione in serie A. «I granata sono la squadra da battere della B - continua De Giorgio - una squadra candidata alla promozione insieme alla Reggina. Sarà una partita difficile, ma in cui possiamo sicuramente dire la nostra, visto che possiamo contare su una rosa importante con un mix di calciatori giovani e di qualità. Non manca anche l'esperienza, visto che completano la rosa calciatori come Tosto, Cupi, Marianini e Vannucchi».
Simpatizzante della Roma, il suo calciatore preferito è Totti. «È un grandissimo campione - conclude - che stimo molto. Ovviamente abbiamo caratteristiche diverse».
Un'avventura che De Giorgio ha iniziato in punta di piedi, dopo la difficile stagione al Perugia in Lega Pro, società con cui ha rescisso consensualmente il contratto alcuni giorni fa prima di approdare in azzurro. «Purtroppo è stato un campionato veramente duro - spiega il centrocampista - sulla carta era stata allestita una squadra per puntare alla promozione in serie B, ma i risultati non sono stati in linea con le attese. Abbiamo vissuto tre avvicendamenti in panchina e la salvezza è arrivata proprio all'ultimo tuffo, in un ambiente molto esigente e che ha fame di grande calcio. Per tanti motivi mi voglio gettare alle spalle il campionato scorso e riporto con nuovi stimoli e grande entusiasmo. Empoli mi è sembrato subito, l'ambiente ideale dove poter fare calcio».
Dell'ipotesi Empoli si era parlato a giugno, ma poi non si era concretizzata. «C'era stato un contatto - continua De Giorgio - ma poi era tutto sfumato».
Il centrocampista ha scelto il numero di maglia 59, che sarà ufficializzato nei prossimi giorni. «È un omaggio a mio padre - continua - visto che si tratta dell'anno della sua nascita».
Il suo ruolo naturale è l'esterno di centrocampo. «Non ho problemi sia a giocare a destra che a sinistra - conferma De Giorgio - e per quanto riguarda il modulo non ho problemi ad adattarmi nel 4-4-2 e nel 4-3-3».
Proprio i due sistemi utilizzati da mister Salvatore Campilongo durante la preparazione estiva e al debutto in coppa Italia e campionato. «Ho avuto Campilongo come allenatore due stagioni fa a Cava dei Tirreni - prosegue - è stato un campionato ricco di soddisfazioni. Oltretutto sono riuscito a realizzare anche sette reti». E il vizietto del gol è diventato uno dei suoi marchi. «Sono al servizio della squadra - continua - ma negli ultimi anni, compresa anche la stagione in serie C2 a Melfi sono riuscito a segnare qualche gol. Spero di poter fare altrettanto in maglia azzurra».
Con i nuovi compagni ha già effettuato l'allenamento giovedì sera. E ha poi seguito la partita inaugurale col Piacenza dalla tribuna dello stadio Castellani. «Dopo un primo tempo un po' contratto - spiega - siamo usciti fuori molto bene, mettendo sotto i nostri avversari. L'espulsione nella ripresa? In realtà eravamo già riusciti a prendere in mano il pallino del gioco prima che il Piacenza rimanesse in dieci. Una vittoria meritata». Il prossimo impegno sarà la difficile trasferta di Torino, contro una delle formazioni favorite per la promozione in serie A. «I granata sono la squadra da battere della B - continua De Giorgio - una squadra candidata alla promozione insieme alla Reggina. Sarà una partita difficile, ma in cui possiamo sicuramente dire la nostra, visto che possiamo contare su una rosa importante con un mix di calciatori giovani e di qualità. Non manca anche l'esperienza, visto che completano la rosa calciatori come Tosto, Cupi, Marianini e Vannucchi».
Simpatizzante della Roma, il suo calciatore preferito è Totti. «È un grandissimo campione - conclude - che stimo molto. Ovviamente abbiamo caratteristiche diverse».
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