L’attaccante brasiliano è arrivato in albergo all’ora di pranzo e questa mattina si allenerà
Eder sbarca in ritiro e chiude il caso «Restare a Empoli non è un problema»
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Il brasiliano Eder corre sul terreno del Sussidiario in compagnia di Mori«Sono in ritardo perché ero ammalato: il dg Vitale sapeva tutto». Sembrava essere diventato una leggenda metropolitana. Stavolta, però, Eder è arrivato davvero. Come annunciato dalla società e dal procuratore nei giorni scorsi, quando il "caso" stava per esplodere.
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EMPOLI. Sembrava essere diventato una leggenda metropolitana. Nel senso che ogni giorno poteva essere quello buono per vederlo in campo e invece niente. Stavolta, però, Eder è arrivato davvero. Come annunciato dalla società e dal procuratore nei giorni scorsi, quando il "caso" stava per esplodere.
E' atterrato ieri mattina a Roma e ha raggiunto i compagni nel ritiro dell'hotel Alexandra di Vinci giusto per il pranzo. Poi è sceso al Castellani in auto con il tecnico Campilongo (i due hanno parlato) e dopo una breve corsetta, ha osservato da bordo campo l'amichevole in famiglia.
Ma nel suo primo giorno sono arrivate anche le sue prime parole. «Arrivo in ritardo - dice - perché ho avuto problemi di salute. Ho parlato col direttore Vitale, nei giorni scorsi, e lui sapeva tutto. Ho trascorso le vacanze nel nord-est del Brasile, al caldo, poi sono rientrato a casa dove il clima era più rigido e mi sono ammalato. Non appena possibile, però, sono arrivato».
Nel frattempo, però, si pensava che dietro ci fosse un "caso" di mercato e che lei non avesse intenzione di tornare.
«Questo è un problema che non esiste. Con il direttore Vitale ho chiarito da tempo la mia posizione».
Che sarebbe?
«Che sono contento di tornare qui, a Empoli. Ci sono delle squadre che hanno chiesto di me, lo so, ma non è stato trovato un accordo economico. Io, dunque, devo solo pensare a prepararmi bene e a fare bene il mio lavoro. Se poi arriveranno altre offerte le valuterò insieme alla società».
E se non dovessero arrivare?
«Rimanere a Empoli non sarebbe un problema».
Eppure nella sua prima avventura qui non ha avuto molte occasioni.
«E' vero, ma a Empoli ho imparato tantissimo. In un anno e mezzo qui ho conosciuto il calcio italiano, ho potuto capire dov'ero e cosa dovevo fare, anche se purtroppo era un po' chiuso».
E a Frosinone?
«Lì ho fatto il resto. Nel senso che ho avuto l'occasione di giocare, già nei primi sei mesi, e ho potuto crescere ancora. E' stata un'esperienza molto importante».
Ha parlato con Campilongo?
«Sì e mi ha fatto un'ottima impressione. Sapevo che era bravo, perché l'anno scorso il suo Avellino ha sempre giocato un ottimo calcio. Mi ha spiegato che vorrebbe creare un Empoli con tanti giovani, una squadra che possa divertire e sorprendere. Un'idea che mi piace».
Quanto ci metterà a trovare la condizione?
«In Brasile qualcosa ho fatto e non credo di essere troppo indietro. Comunque già domattina (questa mattina, ndr) sarò al lavoro col preparatore per recuperare il tempo perduto».
Da.Biu.
E' atterrato ieri mattina a Roma e ha raggiunto i compagni nel ritiro dell'hotel Alexandra di Vinci giusto per il pranzo. Poi è sceso al Castellani in auto con il tecnico Campilongo (i due hanno parlato) e dopo una breve corsetta, ha osservato da bordo campo l'amichevole in famiglia.
Ma nel suo primo giorno sono arrivate anche le sue prime parole. «Arrivo in ritardo - dice - perché ho avuto problemi di salute. Ho parlato col direttore Vitale, nei giorni scorsi, e lui sapeva tutto. Ho trascorso le vacanze nel nord-est del Brasile, al caldo, poi sono rientrato a casa dove il clima era più rigido e mi sono ammalato. Non appena possibile, però, sono arrivato».
Nel frattempo, però, si pensava che dietro ci fosse un "caso" di mercato e che lei non avesse intenzione di tornare.
«Questo è un problema che non esiste. Con il direttore Vitale ho chiarito da tempo la mia posizione».
Che sarebbe?
«Che sono contento di tornare qui, a Empoli. Ci sono delle squadre che hanno chiesto di me, lo so, ma non è stato trovato un accordo economico. Io, dunque, devo solo pensare a prepararmi bene e a fare bene il mio lavoro. Se poi arriveranno altre offerte le valuterò insieme alla società».
E se non dovessero arrivare?
«Rimanere a Empoli non sarebbe un problema».
Eppure nella sua prima avventura qui non ha avuto molte occasioni.
«E' vero, ma a Empoli ho imparato tantissimo. In un anno e mezzo qui ho conosciuto il calcio italiano, ho potuto capire dov'ero e cosa dovevo fare, anche se purtroppo era un po' chiuso».
E a Frosinone?
«Lì ho fatto il resto. Nel senso che ho avuto l'occasione di giocare, già nei primi sei mesi, e ho potuto crescere ancora. E' stata un'esperienza molto importante».
Ha parlato con Campilongo?
«Sì e mi ha fatto un'ottima impressione. Sapevo che era bravo, perché l'anno scorso il suo Avellino ha sempre giocato un ottimo calcio. Mi ha spiegato che vorrebbe creare un Empoli con tanti giovani, una squadra che possa divertire e sorprendere. Un'idea che mi piace».
Quanto ci metterà a trovare la condizione?
«In Brasile qualcosa ho fatto e non credo di essere troppo indietro. Comunque già domattina (questa mattina, ndr) sarò al lavoro col preparatore per recuperare il tempo perduto».
Da.Biu.
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