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L'Empoli vince la sua prima sfida
David Biuzzi
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Il tecnico Salvatore Campilongo parla, Corsi lo ascolta con interesseI tifosi fanno sorridere il nuovo tecnico Campilongo «E' il modo migliore per iniziare: ora dovremo onorare maglia e città»
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EMPOLI. La parola ridimensionamento, associata a una squadra di calcio, non ha mai un senso positivo. Evoca brutti pensieri, in genere. Eppure in casa Empoli questa regola non vale. Anzi, c'è chi sembra pensarla in modo diametralmente opposto. La prova provata si è materializzata ieri, al Castellani, in un pomeriggio neanche troppo caldo.
Al primo giorno dell'era Campilongo, infatti, si sono presentati anche una cinquantina di ultrà (forse qualcuno in più). Si sono accomodati in tribuna inferiore, insieme a un altro centinaio abbondante di sportivi, e hanno srotolato bandiere e striscioni. Poi, all'ingresso in campo dei 19 convocati (in verità 21, ma c'erano le assenze giustificate di Eder e Musacci), ecco fumogeni e cori. Quasi una festa, insomma, come se l'Empoli meno di un mese fa i playoff della serie B li avesse vinti, come se la società avesse parlato di potenziare la squadra, come se al posto di un branco di ragazzi in cerca di gloria sul terreno del Castellani ci fossero tanti campioni affermati. Non saranno gli 80mila del Bernabeu per Ronaldo, dunque, ma indubbiamente fa effetto. «Abbiamo un gruppo giovane e per certi versi da scoprire - sottolinea il nuovo tecnico Sasà Campilongo - ma proprio per questo devo dire che mi fa piacere, molto piacere, aver toccato con mano l'entusiasmo della gente, dei nostri tifosi. E' sicuramente il modo migliore per iniziare l'avventura».
LAVORO E IMPEGNO. E ce n'è bisogno, di entusiasmo. Perché le ultime due stagioni ne hanno regalato poco, perché il mercato bloccato non fa sognare. «L'obiettivo che ci siamo posti - prosegue Campilongo - è quello di valorizzare i giovani talenti che ci sono in questa rosa. Ma è chiaro che questo può accadere solo attraverso il gioco. Vogliamo giocare un buon calcio, insomma, essere sempre organizzati ed evitare i di buttare via il pallone. La promessa che faccio è che, come richiesto da tifosi, ci metteremo sempre il massimo impegno. Io ce l'ho nel dna e, proprio per questo, non solo lo darò ma lo pretenderò anche dai ragazzi. I risultati, poi, spesso sono figli di episodi, ma caratteristiche come entusiasmo, corsa e spirito di sacrificio non dovranno mai venire meno. D'altra parte ai ragazzi l'ho già detto: Empoli è una piazza importantissima nel panorama del calcio italiano e chi gioca qui, serie A o serie B che sia, deve tenerlo sempre presente. Che significa? Che dovremo sempre onorare la maglia, la città e la società che ci paga lo stipendio».
I BIG. Un discorso che vale per i ragazzi che si sono radunati ieri (nel gruppo ci sono solo due senatori: Cupi e Tosto), ma chi gli 8 big che arriveranno mercoledì. «Si tratta di elementi importanti - continua il tecnico - e anche con loro dovremo essere chiari: quando e se arriveranno dovranno lavorare con l'impegno e la professionalità di tutti gli altri». Sasà, però, non chiude le porte in faccia a nessuno. «Ripeto, sono giocatori bravi. Non faccio nomi, ma almeno 3 o 4 di loro li vorrei con me davvero volentieri. Però sono un uomo della società e se sono qui è perché ho sposato in pieno il progetto Empoli. L'importante è che chi resta resti convinto ed entusiasta». E' chiaro, comunque, che la conferma di alcuni elementi può alzare il livello tecnico della squadra e quindi anche l'asticella degli obiettivi. «E' difficile fare pronostici - prosegue Campilongo - ma ad oggi penso che le retrocesse più il solito Brescia si giocheranno la promozione. Poi ci saranno le altre, con sorprese e delusioni. Ecco, noi speriamo di essere una delle sorprese positive».
IL MODULO. In attesa di capire gli sviluppi del mercato, comunque, già da oggi il nuovo Empoli inizierà a prendere forma. E la novità è che il modulo sui Campilongo intende lavorare non è il "suo" 4-3-3. «Cercheremo di memorizzare bene un modulo - sottolinea - e oggi, avendo a disposizione un talento come Eder, l'idea è quella di esaltare le sue qualità. Viste le sue caratteristiche e quelle degli altri attaccanti, dunque, ci affideremo a un 4-4-2 con due esterni molto offensivi. Uno schema, cioè, che in fase d'attacco diventa 4-2-4».
Al primo giorno dell'era Campilongo, infatti, si sono presentati anche una cinquantina di ultrà (forse qualcuno in più). Si sono accomodati in tribuna inferiore, insieme a un altro centinaio abbondante di sportivi, e hanno srotolato bandiere e striscioni. Poi, all'ingresso in campo dei 19 convocati (in verità 21, ma c'erano le assenze giustificate di Eder e Musacci), ecco fumogeni e cori. Quasi una festa, insomma, come se l'Empoli meno di un mese fa i playoff della serie B li avesse vinti, come se la società avesse parlato di potenziare la squadra, come se al posto di un branco di ragazzi in cerca di gloria sul terreno del Castellani ci fossero tanti campioni affermati. Non saranno gli 80mila del Bernabeu per Ronaldo, dunque, ma indubbiamente fa effetto. «Abbiamo un gruppo giovane e per certi versi da scoprire - sottolinea il nuovo tecnico Sasà Campilongo - ma proprio per questo devo dire che mi fa piacere, molto piacere, aver toccato con mano l'entusiasmo della gente, dei nostri tifosi. E' sicuramente il modo migliore per iniziare l'avventura».
LAVORO E IMPEGNO. E ce n'è bisogno, di entusiasmo. Perché le ultime due stagioni ne hanno regalato poco, perché il mercato bloccato non fa sognare. «L'obiettivo che ci siamo posti - prosegue Campilongo - è quello di valorizzare i giovani talenti che ci sono in questa rosa. Ma è chiaro che questo può accadere solo attraverso il gioco. Vogliamo giocare un buon calcio, insomma, essere sempre organizzati ed evitare i di buttare via il pallone. La promessa che faccio è che, come richiesto da tifosi, ci metteremo sempre il massimo impegno. Io ce l'ho nel dna e, proprio per questo, non solo lo darò ma lo pretenderò anche dai ragazzi. I risultati, poi, spesso sono figli di episodi, ma caratteristiche come entusiasmo, corsa e spirito di sacrificio non dovranno mai venire meno. D'altra parte ai ragazzi l'ho già detto: Empoli è una piazza importantissima nel panorama del calcio italiano e chi gioca qui, serie A o serie B che sia, deve tenerlo sempre presente. Che significa? Che dovremo sempre onorare la maglia, la città e la società che ci paga lo stipendio».
I BIG. Un discorso che vale per i ragazzi che si sono radunati ieri (nel gruppo ci sono solo due senatori: Cupi e Tosto), ma chi gli 8 big che arriveranno mercoledì. «Si tratta di elementi importanti - continua il tecnico - e anche con loro dovremo essere chiari: quando e se arriveranno dovranno lavorare con l'impegno e la professionalità di tutti gli altri». Sasà, però, non chiude le porte in faccia a nessuno. «Ripeto, sono giocatori bravi. Non faccio nomi, ma almeno 3 o 4 di loro li vorrei con me davvero volentieri. Però sono un uomo della società e se sono qui è perché ho sposato in pieno il progetto Empoli. L'importante è che chi resta resti convinto ed entusiasta». E' chiaro, comunque, che la conferma di alcuni elementi può alzare il livello tecnico della squadra e quindi anche l'asticella degli obiettivi. «E' difficile fare pronostici - prosegue Campilongo - ma ad oggi penso che le retrocesse più il solito Brescia si giocheranno la promozione. Poi ci saranno le altre, con sorprese e delusioni. Ecco, noi speriamo di essere una delle sorprese positive».
IL MODULO. In attesa di capire gli sviluppi del mercato, comunque, già da oggi il nuovo Empoli inizierà a prendere forma. E la novità è che il modulo sui Campilongo intende lavorare non è il "suo" 4-3-3. «Cercheremo di memorizzare bene un modulo - sottolinea - e oggi, avendo a disposizione un talento come Eder, l'idea è quella di esaltare le sue qualità. Viste le sue caratteristiche e quelle degli altri attaccanti, dunque, ci affideremo a un 4-4-2 con due esterni molto offensivi. Uno schema, cioè, che in fase d'attacco diventa 4-2-4».
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