Il Tirreno

Empoli

Il tecnico azzurro parla dei programmi azzurri e auspica che resti Eder

Campilongo come Massimo Troisi:stavolta anch'io ricomincio da tre

Marco Fani
Eder in azione e più a destra Campilongo
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Eder in azione e più a destra Campilongo

«Non vedo l'ora di iniziare questa avventura: per me è motivo di grande orgoglio»

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EMPOLI. Come nella celebre pellicola di Massimo Troisi "Ricomincio da tre", anche il nuovo tecnico azzurro Salvatore Campilongo si appresta vivere l'avventura empolese con tre certezze: un progetto con giovani di qualità, laurea a Coverciano e nozze d'argento con la moglie Giusy.
«Non vedo l'ora di iniziare questa avventura - ha spiegato Campilongo - dopo un anno ricco di sacrifici è arrivata questa chiamata importante e per me è un motivo di grande orgoglio». Tra le certezze della nuova avventura azzurra, la consapevolezza di poter contare su giovani di qualità. E la ciliegina potrebbe essere la conferma del brasiliano Eder. «È uno dei calciatori più importanti del campionato cadetto - spiega - un giocatore in grado di fare la differenza. Se sarò convinto del nostro progetto sarò un allenatore molto felice: di questo non c'è il minimo dubbio. Per il resto, ripeto, che chi rimarrà o sposerà la nostra filosofia dovrà essere molto motivato. Voglio una squadra che corra, attaccata alla maglia. E non è detto che con i giovani non si possa ambire a qualcosa di importante».
A Empoli mister Campilongo ha vissuto la prima esperienza da calciatore fuori casa. «All'epoca ero giovanissimo - dice - e per me è stata una grande esperienza di vita. Abitavo da Ernestina ed è stato un periodo in cui ho allacciato anche rapporti di amicizia che rimangono oggi. Mi viene a mente l'attuale presidente Fabrizio Corsi, Luciano Spalletti e Marco Domenichini, Fausto Salsano e molti altri ancora. E di questa città conservo ancora ottimi ricordi. Anche di qualche ristorante».
Giovedì ha festeggiato anche un altro traguardo: il pantentino per allenare in serie A e B, con la discussione della tesi al centro tecnico federale di Coverciano e lusinghiera votazione finale di 108. «Ho portato una tesi sull'Avellino - prosegue - ma il voto finale non dipende solo dalla tesi, ma dal percorso durante la stagione e dall'eventuali assenze, dovute agli impegni di lavoro».
Un successo nel campo di lavoro, che arriva dopo uno familiare. «Ho festeggiato le nozze d'argento con mia moglie Giusy - racconta - un traguardo bellissimo che abbiamo festeggiato con i miei figli Emanuele e Vanessa. Ci siamo risposati per volontà di mia moglie nella chiesa dove abbiamo festeggiato il matrimonio e poi siamo andati al ristorante tutti insieme».
In questi giorni i contatti con lo staff azzurro sono costanti. «Ci siamo visti più volte - conclude - e abbiamo parlato un po' di tutto. Il mercato? Io non sono un allenatore che fa mercato, ma che si adegua alle scelte effettuate dalla società. Se ci saranno i presupposti cercherò di partire con il 4-3-3, ma mi piacciono anche altre soluzioni tattiche come il 4-4-2, trasformabile in 4-2-4 in fase offensiva».

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