Empoli, rubati due anelli d’oro a un defunto in ospedale: «Gesto indegno, restituiteli»
Donato Spallone, ex carabiniere empolese, è deceduto a 86 anni e quei due gioielli «non li aveva mai tolti»
EMPOLI. Al dolore per la morte di un familiare si aggiunge lo sconforto - e la rabbia - per la "scomparsa" di due anelli. Quelli che Donato Spallone, empolese, ex carabiniere, morto domenica scorsa all’età di 86 anni dopo un breve ricovero all’ospedale San Giuseppe di Empoli «non aveva mai tolto», raccontano i figli Massimo, Silvia e Laura e la moglie Grazia che si sono rivolti al commissariato della polizia di Stato di Empoli per denunciare la "scomparsa" dei due anelli, una fede nuziale in oro giallo, risalente al matrimonio del 1968, e un anello di fidanzamento in oro bianco con pietra acquistato nel 1964.«Una vicenda dolorosa, che aggiunge amarezza al lutto», sottolineano i familiari.
Il decesso
Spallone, ex custode a Palazzo Pitti a Firenze e poi caposervizio dei custodi alla Villa Medicea di Cerreto Guidi, sabato scorso ha accusato improvvisamente un malore mentre si trovava nella sua casa nella zona di Santa Maria. Secondo quanto ricostruito dai familiari, l’uomo è stato soccorso dai volontari della Pubblica assistenza di Limite sull’Arno intervenuti sul posto con un’ambulanza insieme all’automedica. Trasportato al pronto soccorso del policlinico empolese, le condizioni di salute dell’uomo sono precipitate nel corso della notte. Domenica mattina la comunicazione del decesso.
La scomparsa degli anelli
A quel punto l’amara e sconcertante scoperta. Due figli dell’86enne si avvicinano al corpo del padre e notano l’assenza dei due anelli. Immediata la richiesta di chiarimenti al personale sanitario presente in quel momento al pronto soccorso. «L’ipotesi iniziale era che gli oggetti fossero stati rimossi e custoditi tra gli effetti personali del paziente, insieme ad alcune chiavi, ma non sono mai stati ritrovati», raccontano i familiari che il giorno successivo al decesso hanno presentato una denuncia al personale della polizia di Stato chiedendo di "indagare" sulla scomparsa dei due gioielli. «Non li aveva mai tolti e li indossava anche al momento del malore e del successivo trasporto in ospedale», raccontano i familiari.
Le due ipotesi
Due le ipotesi avanzate dai figli dell’86enne: una mano "anonima" che ha rubato i gioielli a bordo dell’ambulanza durante il trasferimento al pronto soccorso o un «furto» compiuto all’interno del policlinico mentre l’uomo era ricoverato. «Non è solo una questione materiale: è un gesto che ferisce la dignità di una persona e di un’intera famiglia, in un momento già devastante: gli anelli rappresentavano un legame affettivo fortissimo, parte della storia personale e familiare», concludono i familiari dell’uomo lanciando anche un appello: «Chiunque sia responsabile o abbia informazioni utili potrebbe ancora rimediare, restituendo gli anelli anche in forma anonima, magari lasciandoli all’interno dell’ospedale o facendoli recapitare in altro modo affinché questa vicenda possa trovare una conclusione diversa, restituendo almeno in parte serenità a una famiglia colpita da un doppio dolore».
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