Empoli, il piano per il Terrafino: strade, asili nido aziendali e servizi per i lavoratori
Presentato il piano per riqualificare l’area produttiva. Oltre a strade e zone a verde, anche servizi per i lavoratori
EMPOLI. Creare un “hub del benessere industriale”. Questo uno dei principali obiettivi con cui il Comune di Empoli sta portando avanti il Piano per il Terrafino, la zona industriale che verrà riqualificata non solo dal punto di vista delle infrastrutture, ma anche sotto l’aspetto dei servizi. L’operazione sta per entrare nella sua fase operativa con gli incontri con gli imprenditori per raggiungere traguardi condivisi e proporre la nuova visione di quest’area. La presentazione è avvenuta ieri alla presenza del sindaco Alessio Mantellassi, dell’assessore al Piano per il Terrafino e alle attività produttive, Adolfo Bellucci, della coordinatrice del presidio dell’Empolese Valdelsa di Confindustria Toscana Centro e Costa, Barbara Antonini, e del presidente di Cna Empolese Valdelsa, Andrea Panchetti.
Quattro fasi
Il piano si articola in 4 fasi: ripristino, riqualificazione, identità e potenziamento. Per il primo punto gli interventi riguardano ciò che, in capo ai lavori pubblici, deve essere sistemato. «Asfaltatura di strade e marciapiedi, segnaletica orizzontale, illuminazione pubblica e spazi verdi – dicono dal Comune –. Con la mappatura del Terrafino, sarà più facile intervenire tramite priorità». Sul fronte della riqualificazione, invece, tre gli interventi previsti: il disegno degli stalli nei parcheggi già esistenti e utilizzati; la sostituzione della rotatoria provvisoria tra via Primo Maggio e via del Castelluccio e la realizzazione di una ex novo tra la strada statale 67 e via del Castelluccio. Per quanto riguarda l’identità, invece, si punta a una “brandizzazione” per rendere visibile il luogo nei quattro accessi e un “Benvenuti al Terrafino” come saluto di accesso nelle aree verdi.
Ecosistema
Ma è sul potenziamento che l’amministrazione comunale si gioca molte delle sue carte. Con l’hub del benessere industriale s’intende un ecosistema integrato punta con servizi essenziali per la logistica in cui sono comprese le fermate del bus anche all’interno dell’area industriale, servizi igienici per autotrasportatori e bike sharing e ricarica veicoli elettrici. Il passo successivo sarà creare una cittadella senza necessità di grandi spostamenti con asilo nido o micronido aziendale per i genitori che lavorano e hanno bisogno di supporto per la prole.
Visione ventennale
Secondo Mantellassi, «l’amministrazione in poco più di un anno dall’insediamento è riuscita a far redigere uno studio completo che indaga sullo stato dell’arte di un’area estremamente vasta di quasi un chilometro quadrato, ad affidare un incarico tecnico-legale all'avvocato Gian Paolo Stefanelli dello Studio Legale Stefanelli & partners di supporto e dialogo con le aziende, e a presentare il Piano per il Terrafino. Un piano con una visione ventennale che punta a manutenzioni, opere pubbliche, sosta, servizi e identità».
Area strategica
Antonini ha detto di aver «apprezzato molto l’impegno del Comune di Empoli di intervenire, finalmente, in una area industrialmente strategica per il territorio e su cui come imprese dell’Empolese Valdelsa siamo intervenuti più volte evidenziandone i punti di riqualificazione dell’area a supporto di lavoratori e aziende. Leggeremo con grande attenzione la proposta progettuale del comune presentata oggi, e rinnoviamo la nostra disponibilità a fornire il nostro contributo in termini di idee e proposte adeguate alle reali necessità dell’intera area».
Servono passi concreti
Per Panchetti, «Cna è molto sensibile alla valorizzazione e al ripristino di un’area industriale come quella del Terrafino strategica per tutto il territorio dell’Empolese Valdelsa e direi della nostra regione. Di buon occhio prendiamo l’impegno che l’amministrazione si è presa per i prossimi anni per questa area di vitale importanza. Adesso abbiamo bisogno della fase concreta e che quegli impegni presi dall’amministrazione siano portati a compimento nei tempi e nei modi migliori per ripristinare un’area importante per il nostro artigianato e per l’industria del nostro territorio».
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