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Ex Vitrum, in attesa dei lavori si è trasformato in discarica
Empoli, la protesta dei residenti che vedono accumularsi i rifiuti
EMPOLI. All’ingresso il divisorio di metallo è stato buttato giù, piegato come lo stipite di una porta mezza rotta. Oltrepassarla è fin troppo facile, non serve nemmeno scavalcare una recinzione o un muretto.
«Lì dentro ormai è una discarica», dice un residente indicando con un cenno l’area ex Vitrum, a pochi passi dalla stazione. Basta affacciarsi “all’ingresso”, quello dove la transenna è stata buttata giù, o guardare da uno dei “pertugi” che si trovano lungo le mura per vedere che sì, i residenti hanno ragione. In quei 6.700 metri quadrati dell’ex Vitrum, dove è diventato così facile entrare, le persone ci vanno e si lasciano dietro un po’ di tutto. Restando sulla strada, dove c’è la fermata dei pullman, già all’inizio si vedono diversi sacchi della spazzatura, rifiuti vari, tante lattine, bottiglie di plastica e di vetro, oltre a quelli che sembrano materiali edilizi. Ci sono pure i resti di un pasto al McDonald’s. Guardando a sinistra, ecco diverse coperte appallottolate. Forse un bivacco usato quando non piove (visto che la copertura è stata rimossa), ma può anche essere un “deposito” o forse vecchi rifiuti lasciati lì alle intemperie. A fianco bottiglie d’acqua, contenitori vari, pure uno zaino. Si aguzza la vista e in mezzo all’erba spunta anche il manubrio di una bicicletta abbandonata, difficile dire da lontano se tutta intera. Se invece ci si sposta ai lati la situazione non sembra cambiare. Affacciandosi da un buco che si apre sulla muratura lungo via Tripoli e guardando dentro, ecco che si erge solitaria una sedia. Poco più in là ce n’è un’altra. Per terra lattine di Coca Coca, contenitori di plastica, i resti di un manico rosso – forse di una scopa, chissà – spezzato in due, un pezzo di un mobile di legno a cui è rimasto un cassetto. Si vedono anche due paia di scarpe da ginnastica. E, più vicino alla muratura, accanto a una posata di legno, diverse siringhe. Il consumo di sostanze stupefacenti evidentemente ha trovato anche lì un luogo appartato. Ci si prova a spostare sempre lungo via Tripoli e si arriva all’altra estremità, quella di fronte a una delle sedi del liceo Virgilio. Lì la muratura si interrompe, riappaiono le transenne che impediscono l’accesso ma consentono di guardare cosa c’è all’interno. Da un piccolo avvallamento d’erba fa capolino uno pneumatico, “avvolto” da cavi di metallo ormai arrugginito e da una specie di lastra nera. Vicino altri sacchi della spazzatura, alcuni in parte aperti, a rivelare il contenuto: soprattutto bottiglie di plastica, a quanto si riesce a vedere. Si vede bene invece al centro un avvallamento piuttosto ampio – e profondo -, che con le piogge dei giorni scorsi si è ricoperto di acqua. Una specie di “laghetto”.
Si affianca un signore, anche lui residente in quella zona: «Lì dentro ci hanno buttato di tutto», commenta prima di procedere. Lo conferma Giuseppe Lombardo, portavoce del comitato civico via XI Febbraio. Anche lui non si è mai azzardato a entrare dentro, ma ha osservato dall’esterno. «Ci sono seggiole, sacchi della spazzatura. La frequentazione del posto da parte di gruppetti sembra essersi ridimensionata, ma ormai è diventata una discarica. Faremo presente questa situazione affinché venga risolta al più presto, è importante che il progetto vada avanti il prima possibile». Lo scorso novembre la direzione dei lavori aveva detto a Il Tirreno che finalmente il permesso di costruire era arrivato, mentre l’avvio del cantiere, dopo la realizzazione del progetto esecutivo, era stato stimato per questa primavera. Il Tirreno ha provato a contattare il Comune e la direzione dei lavori, che segnalerà la situazione alla proprietà (privata) dell’area, mentre il Comune ieri mattina ha già allertato la polizia municipale.
Ma quella dell’ex Vitrum non è l’unica richiesta che arriva dal comitato: «Lo spostamento della attuale sede della Misericordia in via XI Febbraio sembra necessario e urgente – spiega il comitato – perché gli spazi destinati sono del tutto insufficienti e il cibo distribuito deve essere consumato per strada con conseguente inevitabile abbandono dei rifiuti in via XI Febbraio. Una sede giusta, in ragione degli spazi disponibili, potrebbe essere la “Madonnina del Grappa”».
C’è poi attesa per sapere quale sarà la destinazione d’uso del parcheggio della stazione. «Non può rimanere un’area inutilizzata senza un progetto: gli spazi – propone Lombardo – sono sufficienti anche per una “costruzione” che aggreghi, come un piccolo teatro o una sede per gli eventi».
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