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Cocaina ed eroina a 15 anni, l’allarme del Serd di Empoli: «Prima non era così»

di Sara Venchiarutti
Il SerD di Empoli
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Il SerD di Empoli

Nel 2023 seguiti 594 casi per stupefacenti. Il tossicologo Scuotto: «Usano l’eroina per tamponare l’abuso di cocaina»

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EMPOLI. L’uso della cannabis comincia a girare abbastanza già tra i quattordicenni. Per le droghe più pesanti - cocaina ed eroina -non serve spostarsi troppo in là con l’età. Si comincia anche dai 15 e 16 anni. È questo il fenomeno nuovo (e preoccupante). I consumatori sono sempre più giovani. «Con fasce d’età precoci che prima non c’erano», spiega Stefano Scuotto, medico tossicologo e direttore del Serd di Empoli. Lì - a cui fa riferimento l’area dell’Empolese Valdelsa e del Valdarno Inferiore - solo nel 2023 i pazienti con problematiche legate al consumo di sostanze illegali (non solo quindi tossicodipendenti) sono stati 594. Di questi 83 hanno un’età compresa tra i 15 e i 25 anni, il 13,9% rispetto al totale. In 22 hanno meno di 18 anni. «Un aumento del consumo di sostanze stupefacenti tra i giovani c’è stato, in linea con un fenomeno che è nazionale», conferma Scuotto.

Difficile dire di quanto, anche perché di solito «le fasce più precoci - precisa il direttore del Serd - ci arrivano perché intercettate dalle forze dell’ordine o perché commettono reati minori, oppure su segnalazioni da parte di servizi sociali in contesti di disagio familiare. Non arrivano con una richiesta di cure. Certo, ci sono anche i casi in cui i minori sono portati dalla famiglia, ma è una percentuale risibile». E se già i numeri sono allarmanti, «i veri risultati di questo incremento - sottolinea Scuotto - me li aspetto tra dieci anni, quando si manifesterà la malattia vera e propria». Il problema è che a essere cambiata è proprio «la modalità di presenza delle sostanze sul territorio: gli spacciatori - spiega Scuotto - sono diventati molto più diffusi, hanno una distribuzione più capillare anche nella popolazione a rischio. Con un abbassamento del prezzo: adesso anche con 20 euro si riesce a comprare una bustina di eroina. Se prima il costo era maggiore, ora le stesse sostanze sono diventate economicamente più accessibili». E più circolano, anche tramite i social, più il loro utilizzo, facilitato dai bassi costi, si diffonde. «Come un virus», dice con una similitudine Scuotto. Spesso dietro al loro utilizzo si celano situazioni di disagio. «Non sempre, ma nella maggioranza dei casi i ragazzi che arrivano - spiega Scuotto - hanno alle spalle famiglie che presentano problematicità e vengono quindi da situazioni già fragili. Il Covid non ha fatto altro che catalizzare un disagio che esisteva già e che è esploso in tempi più veloci. C’è poi il discorso dell’emulazione se capiti in determinati gruppi amicali, ma anche una minore valutazione negativa verso chi consuma questo tipo di sostanze». Negli ultimi anni però è cambiato anche qualcos’altro. «In generale sono in crescita i "poli abusatori", ossia i soggetti - sottolinea Scuotto - che fanno uso contemporaneamente di più sostanze». Quelle più frequenti nel territorio sono sempre le stesse: eroina, cocaina, cannabis e alcol, anche se ultimamente «sono più diffuse anche ketamina, ecstasy e amfetamine, che circolano più nei luoghi del divertimento. Molto spesso poi abbiamo trovato casi di ragazzi - continua il direttore - che usavano insieme alcol e cannabis, in un miscuglio di sostanze che colpisce un cervello in evoluzione. Non sappiamo quali potranno essere i danni futuri». Un altro mix che in generale, al di là del dato anagrafico, sta diventando sempre più frequente è quello eroina-cocaina. O meglio, «al Serd - spiega Scuotto - arrivano sempre più soggetti con problemi legati all’eroina dovuti però a un precedente abuso di cocaina: la cocaina, infatti, a un certo punto provoca agitazione e sviluppo di paranoie e l’eroina, insieme all’alcol, serve per attenuarne gli effetti». E il territorio dell’Empolese è anche tra quelli dove «l’impegno per contrastare questo fenomeno è maggiore», fa notare Scuotto. «Il disagio - conclude - viene intercettato prima e questo è un elemento preventivo importante, ma sono necessarie anche risorse economiche per poter incidere sui problemi. E ci dovrebbe essere una rivalutazione complessiva delle prospettive future per i ragazzi: anche loro ci devono far capire cosa non funziona nel nostro modello, perché è evidente che qualcosa non va».l

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