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Empoli, allarme a Ponzano: «Spaccio e ladri anche da noi»

di Sara Venchiarutti
Empoli, allarme a Ponzano: «Spaccio e ladri anche da noi»

I residenti: «Il degrado della stazione sta arrivando qui»

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EMPOLI. È una normale mattinata di metà febbraio al quartiere di Ponzano. In qualche casa dalle finestre sbucano i cuscini messi a prendere un po’ d’aria, le imposte spalancate per far entrare il più possibile un timido sole quasi primaverile. Fuori bisogna “scansare” i pensionati con le borse della spesa, i più sportivi che fanno jogging al parco. Il sottofondo è il vociare allegro dei bambini mentre giocano nel cortile della scuola.

Sono pochi i metri dalla stazione, eppure sembra di essere lontani anni luce. A quest’affermazione fa “no” con la testa Manuela Giannini, titolare del “bar Colombo” sulla via principale del quartiere. «Intanto in quella scuola – dice – hanno rubato non so quante volte. Questa zona era tranquilla, ma ora i problemi prima localizzati nell’area più vicina alla stazione si stanno allargando piano piano anche al quartiere», spiega mentre pulisce i tavolini in vista del pranzo. «Anche qui stanno cominciando a girare personaggi poco raccomandabili, li vedo anche durante il giorno. Il parco qui in fondo – dice sporgendosi dalla porta – dovrebbe essere per bambini e famiglie, e lo è, ma c’è di tutto: siringhe per terra segnalate più volte, gente che spaccia. Comincia a esserci anche uso di sostanze pesanti».

Sul fatto che nelle aree verde si verifichino episodi di spaccio concordano Stefano, Andrea e Gianni. D’altronde «l’area arriva fino a quasi a via dei Cappuccini, la zona resta la stessa», dicono mentre sono seduti dentro il circolo Arci di Ponzano. «E in quel parco – sottolinea il pensionato Gianni Pasciucco – ci sono delle buche che, quando piove, diventano enormi pozzanghere, non si riesce a correre». «È un quartiere abbandonato», commenta il pensionato Andrea Lupi mentre cerca di rifilare i soldi per il suo caffè all’amico che sta andando a pagare.

«Io – aggiunge subito – vivo in centro e qui c’è un po’ la stessa sensazione di abbandono, a partire dalla sicurezza». Lo guarda un po’ meno convinto Stefano, che abita a Ponzano ma lavora a Montecatini. «Qui nel quartiere – sottolinea – si sta meglio, è come un paesino, anche se la sera dopo cena se passasse una pattuglia della polizia ogni tanto non sarebbe male». Per lui l’abbandono è più nel senso che «la sera non c’è nulla, è tutto chiuso. Rimane aperto solo il circolo». È come se quel sottopasso fosse una sorta di confine. Dopo, verso Ponzano, «è il nulla – dice un’altra attività della zona – la sera è tutto buio, non c’è mai nessuna iniziativa nonostante ci troviamo a due passi dal centro. Potrebbero organizzare un mercato, o far arrivare le bancarelle del Natale fino a qui». Se poi dal “cuore” di Ponzano ci si avvicina alla stazione è peggio. «Lì proprio non c’è verso, soprattutto se sei una ragazza da sola non ti senti sicura ad andare», sottolinea Stefano.

In piena mattina basta andare al parcheggio che dà sulla strada, quello più vicino alla stazione, per trovare due o tre siringhe, le confezioni strappate vicino a testimoniare spaccio e consumo di sostanze stupefacenti. Dal negozio di tatuaggi di fronte alla chiesa non sanno dire se nel quartiere la situazione è cambiata. «Quando siamo arrivati, due anni fa – spiega la tatuatrice – ci hanno rubato il portafogli dentro il negozio mentre stavamo tatuando». Il risultato è che adesso per entrare bisogna suonare, la porta è chiusa. «Poi – aggiunge – ci hanno rubato anche il posacenere che avevamo messo all’ingresso». C’è però un altro aspetto della sicurezza secondo i residenti, ed è quella stradale. Proprio di fronte al suo bar «è un continuo di incidenti, la maggior parte delle volte piccoli, ma qualcuno anche più grave», spiega Manuela.

«Le strisce pedonali nessuno le vede. Su questa strada – assicura – vanno a tutto fuoco nonostante ci siano le scuole». Ma il problema è anche l’incrocio con via Colombo. «È pericoloso, non so quante volte l’ho segnalato. Tante macchine non vedono il cartello e prendono un tratto di via Colombo controsenso». Proseguendo, ecco la curva che porta poi al circolo. «Qui i camion non potrebbero passare, ma le insegne si vedono malissimo, ed è capitato più volte che dovessero fare inversione per tornare indietro», spiegano degli avventori fuori dal circolo. Peccato che quella curva sia parecchio stretta. «Fare manovra è difficile – continuano – ed è spesso successo che nel tentativo i mezzi pesanti andassero a sbattere contro le case. È successo pure stamani», dicono indicando una signora intenta a spazzare dei frammenti di tegola caduti sul marciapiede. Si prosegue ancora un po’ e la strada si interrompe sotto il ponte della superstrada.

«È da giugno dell’anno scorso che è chiusa», dice un residente che abita proprio vicino all’interruzione. «Possiamo passare comunque sfruttando il parcheggio a fianco – spiega – ma è lo stesso un disagio, e di qui i pompieri non ci passano. Poi i lampeggianti gialli che segnalano l’ostacolo da un mese non funzionano più».
 

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