Il Tirreno

Empoli

Il racconto

Marcignana, il traffico si batte con una rotonda: viaggio nella frazione che chiede più sicurezza e più tutele

di Sara Venchiarutti
Un incrocio a Marcignana
Un incrocio a Marcignana

Grido d’allarme dei residenti tra poca sicurezza in strada e ripetute spaccate, quasi una costante negli ultimi due mesi

12 febbraio 2024
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EMPOLI. «Se a Marcignana ci sentiamo sicuri? Ci sono stati tanti furti e spaccate, soprattutto negli ultimi due mesi». Serena Gasparri mette due tazzine sotto la macchina del caffè, che esce tra sibili e sbuffi di vapore. Al circolo Arci della frazione è una normale mattina infrasettimanale. «Per me liscio, grazie», chiede Federico Gasparri. Lui lì vicino, a pochi metri, ha un’azienda agricola. «Domenica scorsa, verso le 18 – racconta – dei ladri sono entrati nella nostra proprietà e hanno provato a entrare. Per fortuna eravamo a lavorare e li abbiamo visti subito, e sono scappati». Beve il caffè, posa la tazzina sul piattino. «Diciamo che Marcignana non è un Eden di sicurezza, ecco», dice con un sorriso. A dir la verità i più frequenti sono i furti per rubare nelle auto: al parcheggio del cimitero soprattutto, dove da tempo immemore c’è una macchina, ormai abbandonata, con i vetri spaccati e ricolma di sacchi della spazzatura. Per terra, invece, frammenti di finestrini e parabrezza rotti per rubare qualche borsa. Ma – assicurano i residenti - non capita solo lì. E non capitano solo le spaccate.

«Un mese e mezzo fa – dice Serena, che lavora al circolo – una signora è stata borseggiata davanti a casa sua, qui vicino». Vicino al bancone c’è anche il pensionato Guido Orsi. Sta parlando del più e del meno con Antonio Simonetti. «Io sono di Bassa, Cerreto Guidi», puntualizza subito Simonetti mentre alza le mani a mo’ di resa. Però proprio per questo per arrivare al circolo passa spesso dall’incrocio di via Lucchese con via della Motta. «Ora è regolato dai semafori – dice - ma lì serve una rotonda». È invece “marcignanese” doc Guido. Conferma le spaccate per rubare nelle auto. «Ma la prima cosa che farei io sarebbe mettere in sicurezza questa strada», dice indicando fuori dalla porta del circolo. Via Lucchese: tutta dritta, senza ostacoli. Il risultato? «Le auto – spiega Orsi – vanno a 200 all’ora, specialmente la sera, quando magari vedono il semaforo verde e allora accelerano per prenderlo in tempo».

Annuisce l’altra cameriera del circolo: «Non è sicuro – dice – attraversare la strada. Le strisce sono segnalate da un cartello luminoso, ma non lo vede nessuno. Ci vorrebbero dei rilevatori di velocità». E proprio lì qualche incidente è capitato: «Uno ad appena un mese dall’inizio del mio lavoro qui. Ci siamo presi un bello spavento, ma per fortuna – racconta – non è successo nulla di grave». Anche Gennaro Gravante abita a Marcignana e non ne può più delle code che si creano all’incrocio principale della frazione. È d’accordo con Antonio: lì una rotonda ci vuole proprio. In realtà sarebbe prevista, ma ancora non c’è. «E così in entrata e in uscita da Marcignana – racconta – soprattutto nelle ore di punta c’è tanto traffico, con file lunghe. Qualche volta ci si blocca per diverse centinaia di metri e per parecchi minuti». Lì, oltre ai semafori, c’è pure una sbarra che dovrebbe impedire ai mezzi pesanti l’accesso al ponte. Ma nessuno la vede, e «i tir – dicono i residenti – passano di qua: serve una migliore segnalazione». Intanto, nella stanza accanto, diversi residenti hanno bombolette e pennarelli in mano, di fronte dei teli bianchi. Sopra ci hanno scritto: “Empoli non dimentica”, o “No multiutility, no gassificatore, no politica”, o “Siamo frazione, non città produttiva”. Concetti chiari, preparati per l’arrivo, sabato, del candidato sindaco Pd, Alessio Mantellassi. Loro fanno parte del comitato “Marcignana non si piega”, e – dopo il gassificatore - a preoccuparli adesso è «la prossima approvazione del nuovo piano strutturale intercomunale che – spiegano - prevede una trasformazione completa della visione del nostro territorio in forte senso industriale». Un progetto che desta numerose perplessità nel quartiere perché nascerà «una nuova fascia chiamata “città produttiva” che calpesta e mette in penombra la tutela delle frazioni. Questa manovra – proseguono – comporterà un consumo di nuovo suolo pari a circa 1 milione di metri quadrati di terreno, la costruzione di un nuovo svincolo per il trasporto merci che modificherà la viabilità con la circolazione di mezzi pesanti, tutto in prossimità del centro abitato, non pensando alle ripercussioni in tema di rilevazioni acustiche e inquinamento ambientale». Se ne parla negli incontri, così come del «progetto di costruire qui vicino – aggiungono – un nuovo ponte per il traffico pesante, o il terzo forno Zignago: siamo preoccupati, le procedure di analisi degli organi competenti in tema di impatto ambientale sono state baipassate da una procedura abbreviata e lì c’è una falda acquifera già in sofferenza».

E sabato Alessio Mantellassi è passato da Marcignana e non si è sottratto alle domande sul gassificatore. «L’unica volta che in Consiglio Comunale abbiamo votato sul tema era un testo presentato dal Pd e da Questa è Empoli per rimettere in discussione anche solo l’avvio di questo percorso – ha riferito il candidato sindaco di Pd, Azione e Sinistra italiana – Oggi confermo quanto detto: non è più in discussione e comunque per me non si farà. Marcignana non ha le caratteristiche ma, in ogni caso, serve affrontare a livello regionale scelte puntuali e strategiche per chiudere il ciclo dei rifiuti in Toscana».
 

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