Italia
Lo sorprende a rubare nella sua auto, il ladro reagisce e gli stacca il naso con un morso: «E ora sarò anche beffato...»
Empoli, l’episodio in piazza Matteotti: «Sono riuscito a trattenerlo fino all’arrivo della polizia»
EMPOLI. «Provo tanta rabbia. Com’è possibile che un’aggressione del genere avvenga in una piazza con tante persone, alle nove di mattina, e per di più vicino a una scuola elementare?» Parla con la voce affaticata Roberto Lacitignola, 55 anni. Poche ore prima, nella mattinata di ieri, un uomo gli ha quasi staccato con un morso la parte terminale del naso in piazza Matteotti. L’aggressore, tra l’altro, gli aveva appena scassinato la macchina per rubare gli oggetti all’interno. «Non solo ho subito un furto, ma nel difendermi sono stato anche aggredito», racconta Roberto. È tornato da poco a casa, a Empoli, dal pronto soccorso, dove un’ambulanza l’ha trasportato in codice verde. «Mi volevano ricoverare, ma ho preferito tornare da mio figlio piccolo – spiega – per non fargli prendere troppa paura. Mi hanno messo 15 punti e dato 20 giorni di prognosi, anche se mi hanno già anticipato che i giorni saranno di più: mi devono ricostruire il naso. Non si sa ancora se un lembo di pelle riuscirà a rimarginarsi».
La giornata era cominciata come una delle tante. La colazione al bar insieme alla compagna, Patricia, e al figlio di lei, che frequenta lì vicino le elementari. Avevano da poco accompagnato il bimbo a scuola e Patricia e Roberto si erano fermati un attimo in piazza Matteotti per parlare, salutarsi. È lei che a un certo punto nota qualcosa di strano. Un movimento all’interno della macchina del compagno, parcheggiata in piazza Matteotti. Qualcuno ha forzato la portiera – sull’auto solo qualche graffio – ed è entrato nell’abitacolo. «Mi sono subito diretto verso la mia auto – racconta Roberto – e ho sorpreso quest’uomo, di origini straniere, a rubare. Prima mi ha aggredito verbalmente, mi ha detto “Non ti mettere in mezzo, fatti gli affari tuoi”. Gli ho risposto “Ma come, è la mia macchina”. L’ho preso e tirato fuori, allontanandolo dall’auto. Allora lui ha cercato di tirarmi un pugno. L’ho bloccato e sono riuscito a immobilizzarlo a terra, ma con un balzo mi ha morso molto forte sul naso». Nonostante il dolore, «ho continuato a tenerlo bloccato. Lui si divincolava, voleva fuggire, ma io non sentivo nulla, pensavo solo a non farlo andare via. Qualsiasi altra persona si sarebbe preoccupata del naso, ma io non volevo che la passasse liscia. Non volevo che capitasse di nuovo a qualcun altro». Non riesce a immaginarsi cosa sarebbe potuto accadere se al suo posto ci fosse stata una persona anziana, ad esempio, e non lui che di lavoro fa il personal trainer. O se quel fatto fosse accaduto poco prima, «sotto gli occhi del bimbo della mia compagna».
Compagna che invece ha assistito a tutta l’aggressione. È lei che pochi minuti dopo le 9 chiama la polizia per denunciare quanto sta avvenendo. E ancora trema per lo spavento, la voce rotta ma anche indignata. «Sono morta dalla paura. Non sapevo cosa fare, vedevo sangue ovunque, ero spaventatissima. E a un certo punto – racconta la compagna di Roberto, Patricia Ximena Mazzanti – ho avuto paura che aggredisse anche me. E se al posto del mio compagno ci fossi stata io? Non è accettabile una situazione del genere, non siamo nemmeno liberi di stare fuori in tranquillità alle nove del mattino. Abbiamo il diritto di vivere tranquillamente. Non possiamo avere paura di attraversare una piazza in pieno giorno o di andare a prendere la nostra auto parcheggiata. E su una cosa è certa: «Non starò più tranquilla». E Roberto aggiunge: «Oltre al danno la beffa, perché ad ora non credo che verrò risarcito, visto che l’aggressore sembra nullatenente». Sul posto l’ambulanza della Misericordia di Empoli e, poco dopo, la polizia, che ha posto l’aggressore, che secondo i testimoni dovrebbe avere un’età compresa i 30 e i 40 anni, in stato di fermo.
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