Il dolore
Empoli, aggredite nel sottopasso e rapinate da una gang: una delle vittime ricoverata per le fratture
Due donne accerchiate da quattro giovani in pieno giorno. Antonella Parigi: «Potevano essere i nostri nipoti»
EMPOLI. Quattro giovani poco più che ventenni (si è poi scoperto che si tratta di minorenni, ndr) che si spostano due da una parte e due dall’altra. Quasi un gesto di galanteria per Carla e Antonella, 83 e 70 anni, che a braccetto stanno tornando a casa dopo aver pranzato al ristorante Gli Scugnizzi e si trovano a percorrere il sottopasso pedonale che da via Mario Fabiani porta in via dei Cappuccini verso Ponzano. Ma non si trattava di un gesto di galanteria.
«Non appena ci siamo trovate nel mezzo mi sono sentita scivolare dal braccio la Carla che è stata strattonata perché le volevano rubare la borsa ed è stata trascinata a terra. La borsa le si era agganciata al braccio», racconta la signora Antonella Parigi che, da quando è andata in pensione, da Siena si è trasferita a Empoli per avvicinarsi al figlio che vive a Lamporecchio. «Ci hanno colte del tutto di sorpresa – continua la signora Parigi – Potevano essere dei nostri nipoti. Ho sentito uno di loro che diceva in perfetto italiano “il centro è di la” e poi c’è stato lo scippo. Per fortuna all’imbocco del sottopasso c’erano tre auto ferme in fila e la terza era una volante della polizia che ha immediatamente acceso la sirena e li ha messi in fuga altrimenti credo che avrebbero cercato di strappare anche la mia borsa».
E ne è nato anche un inseguimento ma i quattro si sono divisi: due sono andati lungo i binari della ferrovia e altri due lungo via Buozzi e hanno fatto perdere le loro tracce. La borsa è stata recuperata ma i ladri hanno fatto in tempo a portare via il portafogli con le chiavi anche dell’appartamento. «Mia madre ha riportato una doppia frattura al bacino, la frattura dell’omero e una contusione alla fronte – racconta la signora Manuela Massetti, figlia di Carla – Dovrà essere operata e non so quando potrà tornare a casa visto che per il bacino dovrà stare ferma a letto per almeno un mese. Quel sottopasso è l’unica via di accesso pedonale che unisce le due parti di Empoli divise dalla ferrovia. E l’aggressione è avvenuta alle 15 del pomeriggio. Mi chiedo cosa dobbiamo fare per stare sicure se subiamo queste aggressioni in pieno giorno? Mia madre abita a Ponzano nello stesso appartamento fin da quando aveva nove anni: quante volte avrà percorso quel sottopasso? Ma oggi non è più come una volta. Empoli è cambiata e non c’è sicurezza da nessuna parte. La zona della stazione è una fra le più degradate della città fra prostituzione, spaccio di droghe, furti, accoltellamenti e rapine. Dicono che sono state messe le telecamere, domani vado a sporgere denuncia e voglio proprio vedere i filmati di quelle telecamere per capire se sono accese o non servono a nulla».
Subito dopo l’aggressione, la polizia si è messa all’inseguimento dei ladri mentre un automobilista si è fermato per prestare soccorso alle due signore. «Sì, in una delle macchine ferme insieme alla polizia c’era anche Marco, un ex volontario della Misericordia che è venuto ad aiutarci – continua la signora Antonella – Io sono stata operata alla schiena e non riuscivo a tirare su Carla che peraltro aveva male alla spalla e al bacino. Ci ha aiutate, tranquillizzate e accompagnate in macchina a casa. Poi ha chiamato un’ambulanza della Misericordia e Carla è stata portata in ospedale». Un aiuto prezioso che Manuela Massetti ha voluto sottolineare rintracciando il giovane e ringraziandolo di persona per l’aiuto dato alla madre ferita e alla sua amica. «Per fortuna Marco Bonaccorsi, da ex volontario ha saputo trattare con gentilezza e tranquillizzare soprattutto mia madre che era sotto shock – dice Massetti – Ho chiesto informazioni per rintracciarlo e ringraziarlo di persona. Ora però mi aspetto che la polizia riesca a identificare gli aggressori e ad arrestarli perché non possiamo continuare a sentirci del tutto insicure ogni volta che usciamo di casa. Un tempo Empoli non era così. Forse qualcuno ha sottovalutato i segnali e ora ho la sensazione che sia troppo tardi».
La signora Manuela Massetti ha raccontato la brutta vicenda occorsa alla madre e all’amica nel gruppo Facebook “Empoli nostra” e in poco tempo il post è stato commentato da un centinaio di persone a dimostrazione che il problema della sicurezza è particolarmente sentito. Come sempre capita, fra i commenti c’è chi dà subito addosso agli stranieri ed è per questo che è proprio la signora Antonella Parigi ad eliminare ogni dubbio in merito. «Erano quattro ragazzi normali, di carnagione bianca e vestiti come tutti i giovani di oggi – racconta – E’ stato proprio il loro aspetto a non farci sospettare nulla di pericoloso finché non hanno strappato la borsa a Carla. E poi ho sentito la frase detta da uno di loro in italiano che non tradiva nessun accento».
E fra i tanti commenti ci sono proprio quelli che con grande realismo ammettono che, purtroppo, questo fenomeno della microcriminalità è presente in tutte le città arrivando anche a fare il confronto con la vicina Montelupo. E c’è chi a malincuore ammette che, purtroppo, i brutti ceffi in giro per la città ci sono sempre stati, anche in tempi lontani. Un punto resta in comune a tutti i commentatori del post: la solidarietà alle signore Carla e Antonella che hanno subito la brutale aggressione.
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