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Lorenzo Borghini, esordio da incorniciare per il regista di “Doppio passo”: la dedica per il padre morto alla prima del film

di Giacomo Bertelli
Un momento della presentazione della prima del film Doppio Passo e Borghini
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Un momento della presentazione della prima del film Doppio Passo e Borghini

Castelfiorentino, 35 anni, figlio del compianto giornalista Fabrizio Borghini ha presentato il lungometraggio che racconta le vicissitudini di un calciatore della Carrarese fra fama e preoccupazioni

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CASTELFIORENTINO. Esordio da incorniciare come regista per il trentacinquenne Lorenzo Borghini, figlio del compianto giornalista televisivo Fabrizio. Il suo primo film al timone in regia con “Doppio passo” vede la firma di un certaldese che sta girando la Toscana per proiettare questa pellicola, in ricordo anche del padre che proprio alla prima, a causa di un malore, se ne è andato. Il lungometraggio “Doppio passo” racconta la storia di Claudio che è lo storico capitano della Carrarese Calcio, un trascinatore, sia nella vita calcistica che in quella familiare. Tutto sembra andare per il meglio: la squadra raggiunge la promozione in serie B e, insieme alla moglie, apre finalmente il ristorante che ha sempre desiderato per stabilizzare il futuro economico della famiglia. La tanto agognata serie B però si rivela una condanna: a Claudio non viene rinnovato il contratto per la sua età. Sarà l’inizio della caduta, come atleta e come uomo. Claudio sarà trascinato in un vortice di eventi che metterà in crisi le sue certezze e il suo stesso rigore morale. Questo il binario principale di una storia che vede protagonista un certaldese, come Lorenzo Borghini, lui che, pur vivendo a Firenze, si trovava quasi tutti i fine settimana a Certaldo.

Suo padre, il giornalista televisivo Fabrizio, aveva una casa a Certaldo e fino al 2007 piazza Boccaccio era la sua finestra su questo paese dove tutt’oggi ha molti amici. Un paese amico dove tra l’altro aveva inizialmente pensato di ricordare anche un allenatore di calcio molto conosciuto, come Paolo Indiani, attuale tecnico dell’Arezzo in Lega Pro e reduce da 10 campionati vinti nel mondo dei dilettanti. Conosciuto come il mago di Certaldo, Lorenzo racconta questa scena: «Avevamo in mente una figura che potesse rappresentare appieno i valori di lealtà e capire sin da subito quale fosse il suo limite». Una scena che poi in fase di revisione è stata tagliata ma che fa ben capire come il legame di Lorenzo con Certaldo possa essere ancora oggi, a distanza di anni, più vivo che mai.

«Sono entrato in questo mondo sin da piccolo perché mio babbo mi portava a vedere le partite del Livorno all’Armando Picchi e un giorno sentii fra le tante imprecazioni ’disutile’. Un aneddoto che mi ha raccontato nuovamente a distanza di tanti anni, nel 2019, e che mi ha convinto così a ripercorrere il clima e le categorie del passato. Oggi si pensa al calciatore come un volto da contratti milioni e macchine scintillanti ma la maggior parte di questi sportivi vive in categorie più basse. Mi interessava il calcio, lo sport che preferisco. Volevo che fosse allora uno sportivo che a 36 anni perde il lavoro e non lo ritrova nello stesso ambiente, a differenza di un impiegato che magari un altro lavoro lo trova», prosegue lo stesso regista. Una laurea di lettere e filosofia, indirizzo Dams, è co-fondatore e direttore artistico del Florence Short Film Festival dal 2014, ha realizzato alcuni cortometraggi ma questo è il primo lungo metraggio che lo vede protagonista alla regia. Così dopo l’ultimo salto in Valdelsa al cinema Garibaldi di Poggibonsi chissà che non possa trovare posto anche una proiezione a Certaldo al multisala ’Boccaccio’ per consegnare un tributo non solo a Lorenzo ma simbolicamente anche a suo padre, Fabrizio, che tanti anni fa, fra i tanti meriti e progetti messi in campo, contribuì a dar vita al premio Calindri, assieme all’amministrazione comunale. Un premio che riscuote grande attenzione e viene assegnato ogni anno ad attori e personaggi del mondo dello spettacolo in memoria dell'attore Ernesto Calindri che nacque proprio a Certaldo nel 1909 mentre i genitori, attori di teatro, si trovavano in tournée al Teatro Boccaccio.l
 

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