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Certaldo, armadietto blindato giù dal terrazzo: l’incredibile furto “acrobatico”
A raccontare il fatto è il figlio della famiglia che ha subito il colpo
CERTALDO. Hanno fatto volare per cinque metri da un terrazzo un armadietto blindato da 100 chili e poi sono fuggiti su una autovettura, probabilmente rubata, mentre gli inquilini avevano appena terminato la cena.
È il fatto di cronaca che arriva da Certaldo, avvenuto in via Agnoletti intorno alle 20 nella serata di lunedì. I carabinieri di Certaldo, raccolte le testimonianze, stanno monitorando con l’aiuto della polizia municipale le immagini delle telecamere di sorveglianza. Sono stati sottratti gioielli, tablet e un computer, oltre che lasciare tutto a soqquadro.
A raccontare quegli attimi da dimenticare quanto prima è il figlio della famiglia che ha subito il furto, Lorenzo Bardotti: «Dopo essere tornato a casa da lavoro – spiega – ceno al piano terra di casa, assieme ai miei genitori e mia nonna. L’allarme non è inserito perché siamo tutti in casa».
Una sera quindi come tante, che però comincia a farsi sospettosa quando Lorenzo decide di salire al piano di sopra dove si trova l'appartamento dei suoi genitori e del figlio.
«Sento provenire delle voci e – continua Lorenzo – pensando che si trattasse di un televisore lasciato acceso, apro la porta con tranquillità. Di fronte invece mi trovo il buio, illuminato solo dalle torce elettriche di due rapinatori con il viso coperto».
I ladri si erano intrufolati dal terrazzo, arrampicandosi dalle gronde e in totale silenzio sono entrati in casa. Sono attimi di paura ed apprensione per Lorenzo, che si trova faccia a faccia con i ladri: «Mi viene intimato di andarmene con un accento straniero e non mostrano alcuna preoccupazione nell’essere stati scoperti. Si chiudono in casa dall’interno e io corro ad avvisare i miei familiari e allertare il 112. Scendiamo in strada per attirare l’attenzione anche dei condomini vicini, anche se purtroppo a quell’ora in strada non c’era nessuno».
Parcheggiata davanti la loro abitazione una berlina di colore grigio metallizzato, dove si trovava il “palo”. Lorenzo intanto continua a gridare, ma solo successivamente si rende conto che l’uomo montato sulla berlina era un complice dei due ladri che aveva trovato in casa. Una volta segnato il numero di targa, in terra intanto vetri rotti e lamiere metalliche che si accartocciano. I ladri avevano “smurato” dalla parete l’armadietto blindato di un metro e mezzo, dal peso di 100 kg. Si tratta di armadietti che in passato servivano per custodire e riporre fucili, ora convertiti a una sorta di cassaforte. «Con le lacrime agli occhi oggi mi ricordo che anni prima mio padre e mio nonno avevano fatto una gran fatica per portarlo in casa salendo due rampe di scale», prosegue Lorenzo.
L’armadietto fa un volo di cinque metri dal terrazzo, il rumore attira indistintamente i vicini alle finestre, mentre i due ladri in casa si calano dai tubi. I malviventi caricano in pochi attimi l’armadietto mentre il padre di Lorenzo cerca di farsi valere, spintonando uno dei ladri ma finisce a terra.
«Restiamo sul marciapiede, con le lacrime agli occhi e i cellulari in mano, impotenti, nel silenzio cupo che intanto è calato intorno a noi» racconta Lorenzo.
Sul posto arrivano i carabinieri, i soccorsi e i vicini scesi in strada per rincuorare la famiglia colpita dal furto.
Non è un momento facile per Certaldo: i furti in centro, da via Lenzoni a via De Amicis, gli atti vandalici al parco “Liberatutti”, adesso un nuovo episodio in una zona altamente abitata del paese e all’ora di cena con una famiglia in casa.
«Se qualcuno in questi giorni ha notato movimenti sospetti, si rivolga ai carabinieri» è l’appello finale di Lorenzo.
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