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La salvaguardia

Montelupo, lotta contro il tempo per salvare la fauna ittica nel torrente Pesa

di Pasquale Petrella
Montelupo, lotta contro il tempo per salvare la fauna ittica nel torrente Pesa

Continua l’attività di volontari e Polizia provinciale nel corso d’acqua che, come tutte le estati, si sta seccando

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MONTELUPO. Non si fermano gli interventi organizzati dalle varie associazioni aderenti al Contratto di fiume del torrente Pesa per salvare la fauna ittica presente nello stesso torrente che, come tutte le estati, si sta seccando. Ieri mattina la diciottesima uscita con la collaborazione anche della Polizia provinciale, è cominciata nella periferia di Montelupo in via dell’Argine.

«Si tratta di interventi complessi e faticosi ma necessari per salvare la fauna ittica presente nel torrente» dice Lorenzo Nesi, assessore all’ambiente del comune di Montelupo e coordinatore dei Comuni firmatari del Contratto di fiume del torrente Pesa. «Il barbo tiberino e il ghiozzo etrusco, quest’ultimo vive nei fondali del torrente, sono due specie endemiche che si trovano solo nel Pesa e in pochi altri torrenti della zona. E se fino a poco fa erano considerate specie vulnerabili, oggi sono diventate a rischio estinzione – continua l’assessore Nesi – Con questi interventi quindi ci preoccupiamo di salvarne il più possibile così da permetterne la riproduzione nella stagione successiva e garantirne la sopravvivenza della specie». Diversi i volontari e il personale della Polizia provinciale che ieri mattina dalle 7 alle 11 si sono assiepati intorno alle piccole pozze, in precedenza individuate, con i retini per catturare i pesci presenti e metterli in vasche per poi trasportarli in zone sicure.

«Dopo aver catturato i pesci, li trasportiamo più a monte dove grazie a due briglie realizzate dal Consorzio di Bonifica Medio Valdarno, in particolare in località I Lecci e Bramasole, fra Lastra a Signa e Montelupo, si sono realizzati due invasi che non si seccano in estate. E a questo proposito devo aggiungere che siamo in attesa dei finanziamenti per poterne realizzare altri dieci di invasi simili così da poter anche rinunciare a questa operazione di salvataggio di cui oggi però non ne possiamo fare a meno». Quest’anno, grazie alle precipitazioni che sono durate più a lungo, le operazioni di salvataggio sono cominciate lo scorso 22 luglio, «l’anno passato avevamo cominciato già il 10 giugno a causa della stagione molto siccitosa» spiega ancora l’assessore Nesi. Tantissime le realtà aderenti, che a suo tempo hanno sottoscritto il Contratto promosso dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale e dal Consorzio di Bonifica, insieme ai Comuni dell’area hanno sottoscritto il protocollo: Circolo ricreativo Turbone "Moreno Gracci"; il Cirf – Centro italiano per la riqualificazione fluviale; il Comitato promotore Centro tradizioni popolari Empolese Valdelsa; ilFiab Montagna nuova; Legambiente, Terra incognita e WWF Toscana.

La tutela e salvaguardia della fauna ittica del torrente Pesa è davvero costante: i volontari fanno un grande lavoro. Durante le loro escursioni individuano e segnalano le pozze che si formano durante questo periodo. E sulla base di quelle segnalazioni vengono programmati gli interventi.

«In passato nel torrente Pesa avevamo anche la tinca – dice Lorenzo Nesi – Oggi purtroppo questa specie di pesce non la troviamo più perché non ci sono le condizioni per la sua riproduzione. Le previsioni meteorologiche prevedono delle precipitazioni nella settimana prossima e ci auguriamo che possano essere importanti per dare nuovo ossigeno al torrente e ai suoi ospiti. Nel frattempo ogni pesce che salviamo con queste uscite è importante perché ognuno di loro potrà generarne molti altri nella prossima stagione e così salvaguardiamo le specie autoctone. La soluzione però non può che essere quella di creare altri bacini così da eliminare il rischio che si crea ogni anno con l’arrivo dell’estate ovvero il completo prosciugamento del letto del torrente».




 

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