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Certaldo, il ponte sull’Elsa sarà ristrutturato. L’ex dirigente propone: «Facciamone un altro»

di Giacomo Bertelli
Il ponte sul fiume Elsa
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Il ponte sul fiume Elsa

I tre Comuni interessati hanno già raccolto finanziamenti per 2,7 milioni di euro. Spannocchi ha un piano B: «Meglio renderlo ciclo-pedonabile e offrire un’alternativa»

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CERTALDO. Un lungo elenco di puntate, ad oggi ben 15, per porre l’attenzione sul ponte dell’Elsa e il futuro progetto di ammodernamento e ristrutturazione, il cui progetto definitivo vedrà la luce nel 2024 per una spesa complessiva pari a 2,7 milioni di euro.

Analisi e considerazioni che arrivano da un profondo conoscitore della macchina comunale di Certaldo, come l’ex dirigente dell’ufficio tecnico, Pier Giuseppe Spannocchi, ora residente a Badia a Elmi, frazione di San Gimignano.

Il ponte dell’Elsa si trova fra due province ed interessa tre comuni. Da anni è al centro dell’attenzione del transito per due motivi: la necessità di ammodernarlo e realizzarvi a ridosso una rotatoria per migliorare la sicurezza e la stessa circolazione.

Questo il progetto portato avanti dai tre comuni, Certaldo, San Gimignano e Gambassi Terme, tramite un protocollo che ha permesso gradualmente di finanziare la realizzazione del disegno della rotatoria e successivamente l’ammodernamento del ponte, grazie al contributo fondamentale della Città Metropolitana di Firenze.

Al fianco di questo progetto istituzionale, dove non sono mancate riunioni ed incontri, si sono sollevate altre voci, come quella di Pier Giuseppe Spannocchi, il quale da anni ha proposto alle istituzioni una idea alternativa: fare un altro ponte e rendere pedonabile-ciclabile lo storico Ponte dell’Elsa.

Un progetto che prevede una partenza del nuovo ponte dalla strada di penetrazione urbana di via del Molino e arriva, passando sul fiume Elsa, direttamente dall’altra parte di Badia a Elmi, a ridosso di una struttura ricettiva. Un progetto che Spannocchi ha più volte sventolato in incontri pubblici ed inviato agli organi competenti. Una idea alternativa che porta la firma di un altro storico dirigente, ora scomparso, l’ingegnere Lorenzo Bigi e ripreso dallo stesso Spannocchi.

Con tale ipotesi si potrebbe far respirare dopo decine di anni di uso lo storico ponte dell’Elsa ed offrire un percorso alternativo per raggiungere le zone industriali di Badia a Cerreto e Badia a Elmi, oltre che il collegamento con la nuova 429 Certaldo-Poggibonsi e la stessa variante.

La strada intrapresa dalle istituzioni in tal senso sembra andare nella direzione opposta, con gli ultimi rilievi dei giorni scorsi, inerenti proprio all’ammodernamento del ponte stesso.

Prima sarà realizzata la rotatoria, poi la sistemazione del ponte dell’Elsa. Questo il cronoprogramma ma nelle sue 15 puntate l’ex dirigente Spannocchi ripercorre la storia del ponte dell’Elsa e tutti i suoi dubbi legati all’investimento che le istituzioni si accingono a far partire.

«Riconoscere il valore e non impoverire quanto di bello è nel nostro paesaggio è il migliore investimento che possiamo fare per noi e per le generazioni future. La riscoperta di questo ponte, la possibilità di valorizzarlo insieme alla sua area limitrofa mi pare una possibilità da non perdere» spiega lo stesso Spannocchi.

La sua proposta rimane sul tappeto, anche se il finanziamento già ottenuto per la ristrutturazione del ponte esistente e i rilievi tecnici già iniziati fanno pensare che ben difficilmente l’idea verrà messa in pratica.
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