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Raddoppio Empoli-Granaiolo, il Comitato: «Presentato il ricorso al Tar»
La protesta: «Si basa tutto sull’aver diviso il progetto dell’elettrificazione»
EMPOLI. In una calda giornata di luglio – il 14 per la precisione – il ricorso al Tar è stato presentato, accompagnato da una relazione tecnica. Ora sta al giudice convocare un’udienza, verosimilmente entro la fine dell’anno. Va avanti il comitato “Per un altro raddoppio Empoli Granaiolo”, con il sostegno degli altri comitati – No Keu, Comitato IV Novembre, Trasparenza per Empoli e Marcignana non si piega – sulla questione del raddoppio della tratta ferroviaria Empoli- Granaiolo da un lato, e dall’altro dell’elettrificazione della linea fino a Siena. Perché sì, «il raddoppio serve, ma questo è un rattoppo», avverte Paolo Gaccione, presidente del Comitato che ieri, ci rappresentanti degli altri gruppi cittadini, al Circolo Arci di Fontanella ha presentato il ricorso al Tar già depositato e fatto da decine di persone. E Fontanella non è un posto a caso. È una delle frazioni interessate, insieme a Brusciana, Sant’Andrea e Granaiolo, dal progetto definitivo legato alla linea ferroviaria: il raddoppio della linea (circa 10 chilometri) e l’ elettrificazione che, invece, arriva fino a Siena e porterà quasi a raddoppiare i convogli (fino a 100) – spiega Gaccione – che saranno anche più veloci».
Il ricorso
«Due progetti opportunamente separati ad arte, ma in realtà parte di un unico obiettivo strategico», si legge nella relazione tecnica. E per un tratto sovrapponibili, nota sempre la relazione, «palese almeno nella tratta Empoli - Granaiolo». Ed è su questo punto formale che si basa il ricorso, spiega Davide Cei dell’associazione “Tutela espropri”, che ha stilato la relazione tecnica e che collabora con lo studio legale di Pesaro a cui è stato affidato il ricorso. In pratica «la divisione del progetto di elettrificazione e quello di allargamento – spiega Cei – ha consentito di aggirare la procedura ordinaria di impatto ambientale, che avrebbe potuto dare eventualmente un parere negativo perché a nostro giudizio ci sono degli aspetti non risolvibili». E così «prima – spiega Gaccione – è stato chiesto l’assoggetabilità dell’opera alla Regione e ha ricevuto l’ok. Poi, dopo sette mesi, all’inizio del 2022, è stata la volta dell’elettrificazione. In questo modo «si può intervenire anche dopo – aggiunge Cei – ad esempio sul problema dell’inquinamento elettromagnetico»
Gli espropri
E qui si viene alla parte della relazione che sottolinea l’impatto sulle frazioni. Intanto almeno una casa, in fondo alla frazione di Sant’Andrea, con tre appartamenti belli grandi «verrà buttata giù. Le espropriazioni – prosegue il comitato – coinvolgerebbero circa 160 famiglie tra demolizioni di garage e altri annessi». E da poco «sono arrivate le lettere – aggiunge Cei – dove si cominciano a chiedere i primi chiarimenti, se c’è bisogno di approfondire dei dettagli che non si vedono sulle mappe, ma non c’è ancora una definizione economica perché l’occupazione dei terreni sarà all’inizio del prossimo anno».
I problemi
Ma a preoccupare c’è anche l’inquinamento acustico, visto che «la velocità dei treni – spiega Gaccione – aumenterà: parliamo di case centenarie, ci saranno vibrazioni fortissime. Ma il problema più grosso viene dal fatto che la rete sarà delimitata da due muri alti un metro e mezzo, con pannelli fonoassorbenti». C’è poi «il rischio idraulico, dato dal reticolo idrico – continua Gaccione – dal poggio di Monterappoli. Ci hanno garantito delle misure per l’acqua, ma l’intervento è parametrato su studi vecchi». Il secondo progetto invece è legato all’inquinamento elettromagnetico. Ma c’è anche il rischio di isolamento: «se toglieranno i passaggi a livello significa isolare e spopolare queste comunità, anche se ci dovrebbero essere dei sottopassaggi». Prende così corpo, secondo il comitato, l’alternativa, allegata alla relazione tecnica: «un tracciato alternativa fuori dal centro abitato, che costeggia la nuova 429».
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