Il presidio
Montelupo, l’addio ad Alberto Forconi: «Ha rilanciato la ceramica»
Tanti i ricordi per l’uomo che ha diretto la scuola e formato diverse generazioni di artigiani facendo risplendere Montelupo
MONTELUPO. Ieri mattina davanti alla chiesa dell’ospedale San Giuseppe l’addio ad Alberto Forconi al termine di un rito funebre in forma civile, così come deciso dalla figlia Tatiana, le sorelle e il fratello.
La storia di Alberto Forconi è strettamente legata a quella della ceramica di Montelupo, quando appena 25 enne venne coinvolto assieme a Fabrizio Coli nelle attività di recupero del “Pozzo dei Lavatoi”.
«Alberto Forconi era mosso da una passione civile forte che lo portava ad impegnarsi per valorizzare la ceramica e l’arte – ricorda di lui, Paolo Pinelli – È sempre stato curioso, non si è mai accontentato delle risposte scontate ed ha sempre cercato di approfondire, di indagare. Mi viene da definirlo “un artigiano della mente” che ha saputo intrecciare i suoi tanti saperi».
Tanti saperi che ha acquisito nel corso della sua lunga carriera e dei prestigiosi incarichi che ha ricoperto. Ben presto, da torniante divenne responsabile di processo alle ceramiche Minerva di Lastra a Signa. Da lì si spostò al colorificio Romer di Firenze, uno dei più prestigiosi in italia, nato alla fine dell’Ottocento: per ogni colore avevano fino a 30 varianti e un bagaglio di competenze grazie alle quali l’azienda ha fatto scuola in Italia.
Forconi era impegnato nel reparto macinazioni e qui acquisì ancora nuove competenze, rendendo trasversale la sua conoscenza della ceramica.
Una conoscenza che impiegò negli anni successivi nel suo lavoro di controllore di produzione per un buyer. Anche in questo ruolo non si limitava a registrare gli errori, ma cercava di capirne l’origine e dava indicazioni su come evitarli. Un’attitudine questa che lo ha portato negli anni ad affiancare i suo diversi impieghi al ruolo di insegnante, per oltre 40 anni.
Mentre lavorava alla Minerva insegnò alla scuola di ceramica di Lastra a Signa, poi si spostò alla scuola di San Colombano, per arrivare nel 1999 a Montelupo.
«Verso la fine degli anni Novanta la scuola della ceramica di Montelupo era in crisi, aveva una dimensione prettamente locale – ricorda ancora Pinelli – assieme all’allora direttore del Museo, Fausto Berti, ci interrogavamo su come sostenerla e fu Berti ad avere l’idea di chiamare come direttore Alberto Forconi. Il suo approccio è stato fondamentale: univa capacità organizzative ad un metodo di insegnamento innovativo. Un metodo talmente efficacie ed interessante da valere la pena di descriverlo in un libro». E così insieme a Fabrizio Lucchesi, attualmente docente presso l’Accademia delle Belle Arti, nacque il volume “Problemi e difetti nella ceramica artistica : cause e rimedi”. Forconi è stato direttore della scuola della ceramica fino al 2009.
«Il lascito di Alberto Forconi a Montelupo è davvero importante: ha contribuito a ricostruire frammento dopo frammento la storia della nostra manifattura ed ha formato generazioni di ceramisti, con un approccio che trovo innovativo ancora per i nostri giorni. Grazie Alberto e che la terra che hai amato tanto ti sia lieve», ha detto Paolo Masetti, sindaco di Montelupo.
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