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Montespertoli, pronta la variante per aumentare l’estensione dei pannelli solari

di Giacomo Bertelli
Montespertoli, pronta la variante per aumentare l’estensione dei pannelli solari

L’amministrazione sta lavorando alla costituzione di comunità energetiche

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CERTALDO. Dopo Montespertoli, ecco Certaldo. La Valdelsa vuole provare a crederci e spinge per dar vita alle comunità energetiche. Dopo l’ultimo consiglio comunale, il paese di Boccaccio con due provvedimenti inerenti al tema si prepara a sbloccare la possibilità di installare nel territorio di Certaldo un considerevole numero di impianti per produrre energia rinnovabile e conseguentemente sbloccare il percorso cittadino per dialogare sul tema della comunità energetica.

Sono stati questi i principali passaggi che sono emersi durante il consiglio comunale dei giorni scorsi. «Siamo partiti per tempo – ha spiegato il sindaco, Giacomo Cucini – procedendo nella direzione giusta per avere un territorio sostenibile. Il primo atto è la variante urbanistica da adottare per l’installazione di impianti di energia rinnovabile. La variante si compone di pochi ma semplici elementi. In via Toscana già c’era la possibilità di installare pannelli solari ma adesso si passa dagli attuali cinque ai dieci ettari, raddoppiando così gli spazi. Intorno alle aziende agricole si garantisce la possibilità di poter installare pannelli fotovoltaici. Avremo così 480 ettari di terreno per produrre energia sostenibile. Questa possibilità si rivolge a chi avrà voglia e a chi, già a seguito dell’annuncio della variante, ha dimostrato interesse. Si aumenta di ben 550 immobili in area rurale la possibilità di progredire verso l’energia sostenibile. Qualora fosse un’area di pregio vi sarà la possibilità per gli annessi o a terra. I cittadini, nel centro urbano, potranno così fare le loro valutazioni, in base alla disposizione della rispettiva casa e condominio, oltre che l’orientamento del sole».

La variante adesso sarà oggetto di osservazioni e successivamente, dopo alcuni passaggi, sarà ufficialmente pubblicata sul bollettino della Regione Toscana e da allora sarà in vigore. L’attenzione è andata poi sulla comunità energetica: «Questa nasce dal basso - prosegue il primo cittadino di Certaldo - con la volontà di cittadini ed imprese che aderiranno e che speriamo possa essere il più attrattiva possibile. Faremo incontri pubblici con tecnici ed associazioni che ci stanno seguendo».

Tra l’altro proprio in questi giorni l’Enel ha pubblicato la mappa italiana delle cabine primarie dove si potrà allacciare il cuore pulsante della comunità energetica. La zona di Certaldo comprende anche la zona industriale di Badia a Cerreto e Badia a Elmi con le quali, qualora il progetto procedesse, sarà fondamentale dialogare con le rispettive amministrazioni comunali. Da questo punto di vista sarà fondamentale l’unione fra imprese e cittadini per poter così non disperdere tale energia, avendo ciascuno le sue esigenze, durante il corso della settimana e nel fine.

Il dibattito si è spostato poi sugli interventi dei consiglieri comunali. Cristina Scardigli del Pd ha parlato di un possibile «miglioramento della qualità della vita e una novità positiva anche per le frazioni dove in alcuni casi il rifornimento di energia arriva con impianti non aggiornati ai tempi attuali». Stefano Giannoni, consigliere del Gruppo misto: «Una possibilità che permette di produrre energia sostenibile e allo stesso tempo di poter risparmiare qualcosa. Vorrei richiamare tutti però al problema della siccità, valutiamo la possibilità di creare qualche bacino». L’altro consigliere del Gruppo misto, Emmanuele Nencini: «Dobbiamo spingere anche per l’eolico domestico, anche se qui il vento probabilmente manca. Certaldo alto dovrà sfruttare da valle i vantaggi della comunità energetica».

Ha concluso il consigliere del Pd, Simone Scardigli: «Si tratta di un progetto importante, la nostra amministrazione comunale dovrà giocare un ruolo decisivo in ambito comunicativo, così come coinvolgere le zone industriali di Badia a Cerreto e Badia a Elmi per non perdere e disperdere l’importante patrimonio energetico».


 

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