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Empoli

Lo scontro sui rifiuti

Gassificatore, il messaggio di Parrini ad Alia: «Eviti le fughe in avanti»

di Luca Signorini
Gassificatore, il messaggio di Parrini ad Alia: «Eviti le fughe in avanti»

Empoli, colloquio con il senatore del Pd dopo il no di Barnini al gassificatore. La società ha detto che proseguirà con la progettazione definitiva

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EMPOLI. La frase più dura Dario Parrini la rivolge ad Alia, che nonostante il no ufficiale (inviato per mail Pec) della sindaca di Empoli Brenda Barnini al gassificatore al Terrafino, ha detto di voler proseguire con la progettazione esecutiva dell’impianto rifiuti da 400 milioni di euro. «Alia è una società di proprietà dei Comuni. Ne rispetti le scelte e eviti fughe in avanti e forzature inutili», afferma il senatore del Partito democratico e vicepresidente della commissione per gli Affari istituzionali, ex sindaco di Vinci ed ex segretario regionale dem.

L’altra stoccata arriva nei confronti della Regione Toscana e sul bando per ricevere le manifestazioni di interesse (ne sono arrivate 39) sulla realizzazione di impianti che consentano di superare il sistema delle discariche e la dipendenza dalle altre regioni. «Una delle cose che la vicenda di Empoli ci insegna è che le scelte su quali impianti fare, e su dove farli, non possono muovere da proposte dei gestori. Devono muovere da una concertazione tra Regione e Comuni di cui siano parte anche le comunità interessate. Un clima di contrapposizione è dannoso e paralizzante».

Ancora Parrini: «È evidente, e lo ha detto anche il presidente Eugenio Giani, che non ci sono le condizioni per portare avanti il percorso avviato a Empoli. In pari tempo occorre al più presto individuare una nuova strategia regionale per risolvere il problema della non autosufficienza della Toscana Centrale nello smaltimento dei rifiuti non avviabili a riciclo. La Regione apra immediatamente un tavolo con i maggiori soggetti istituzionali della Toscana Centrale per decidere tutti insieme che strada prendere».

Il senatore Pd - che parla per la prima volta in merito alla vicenda che sta scuotendo il dibattito pubblico in città, e che ha portato centinaia di empolesi a riunirsi in comitati contrari al gassificatore - insomma sta con la sindaca e difende la sua presa di posizione, anch’essa contraria a localizzare una struttura del genere (che tratta scarti indifferenziati e chimici per trasformarli in idrogeno e metanolo) in un terreno agricolo di 20 ettari a un passo dalle frazioni di Marcignana (Empoli), Bassa (Cerreto Guidi) e Isola (San Miniato).

Va avanti Parrini: «Per arrivare al necessario grado di intesa istituzionale e sociale la politica deve fare più, rispetto a quanto ha fatto fino ad oggi, in termini di informazione e di coinvolgimento dei cittadini. Informazione tempestiva, a tutto campo. In materia di rifiuti impera la disinformazione. Manca una consapevolezza di massa della reale portata delle decisioni che chi governa è chiamato a assumere». E poi: «La politica deve essere coraggiosa e fare discorsi di verità: bisogna dire chiaro e tondo che opporsi a prescindere alla costruzione di impianti di smaltimento moderni e sicuri è socialmente pericoloso, perché significa che ogni anno centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti non riciclabili prodotti nella Toscana Centrale continueranno a viaggiare per decine e decine di chilometri per essere smaltite in discariche e termovalorizzatori situati in altre aree della Toscana, o in altre regioni, o fuori dai confini nazionali. Tra l’altro con bollette sempre più salate per famiglie e aziende. È una prassi pessima. Farla sopravvivere non è ambientalismo e non è amore per l'ecologia. È amore per l'ipocrisia e per la bugia. Lo dice uno come me che è stato decisivo per l'inserimento della tutela dell'ambiente nell'articolo 9 della Costituzione».

Chiude il senatore: «Non meno pericoloso è dare a credere, come fa qualche sedicente esperto, che la raccolta differenziata sia da sola risolutiva. Raccolta differenziata, riciclo ed economia circolare vanno rafforzate in continuazione. Ma la pura verità è che, per quanto si faccia crescere la raccolta differenziata, ci saranno sempre ingenti quantità di rifiuti che non possono essere oggetto di riciclo, e che vanno smaltite. Sul piano ambientale non è cosa giusta né smaltire questi rifiuti nelle discariche né smaltirli lontanissimo da dove sono stati prodotti».

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