Aule al freddo e infiltrazioni: oltre 300 studenti in sciopero al Ferraris-Brunelleschi
Viene puntato il dito contro la Città Metropolitana accusata di non investire abbastanza per sistemare le varie aule, i servizi igienici e i laboratori che necessitano di essere sistemati
EMPOLI. Inizio settimana con protesta all’istituto tecnico industriale Ferraris Brunelleschi di via Sanzio a Empoli. Inizialmente doveva essere una protesta più forte, con occupazione della scuola, ma gli studenti - circa 300 a manifestare nel piazzale esterno - hanno preferito evitare di entrare con la forza scegliendo il dialogo con la dirigenza scolastica e la proprietà delle mura, ovvero la Città Metropolitana di Firenze. È andato in scena dunque uno sciopero pacifico all’interno del perimetro dell’istituto. Le motivazioni di questa mobilitazione riguardano i vari problemi strutturali che l’edificio patisce, un disagio che si protrae ormai da diversi anni. Un 75% degli studenti ha partecipato alla protesta iniziata alle 8, supervisionata costantemente dalla polizia, dopo la prima ora alcuni studenti sono entrati a fare lezione altri invece hanno continuato a protestare con striscioni e fumogeni nel cortile della scuola. "Classi bagnate, uffici asciutti", "Sembra l’era glaciale", "Scuola fatiscente", era il tono di alcuni cartelloni esposti dagli studenti.I rappresentanti di istituto sono stati convocati da preside e vicepreside così da portare a conoscenza dei vari problemi e disagi che gli studenti riscontrano nella loro presenza quotidiana a scuola.
Viene puntato il dito contro la Città Metropolitana accusata di non investire abbastanza per sistemare le varie aule, i servizi igienici e i laboratori che necessitano di essere sistemati. «La motivazione principale per cui abbiamo scioperato sono le mancate riparazioni agli ambienti - racconta la rappresentante di istituto Vittoria La Duca - abbiamo aule, la palestra e i laboratori in cui quando piove si allagano o danneggiano le attrezzature. Molti bagni sono inaccessibili, chiusi oppure rotti da mesi. Abbiamo un prefabbricato costruito nel 2010 in cui il pavimento è in condizioni pessime e i riscaldamenti non riscaldano adeguatamente, i custodi soffrono il freddo oltre agli studenti - continua La Duca - sappiamo che la dirigente ha chiesto più volte di essere riparato il tutto alla Città Metropolitana ma nessuno ha mai inviato soldi o persone a controllare. Abbiamo porte rotte che se dobbiamo uscire per un rischio incendio non possiamo farlo. Non sono più state fatte le prove di evacuazione per rischio incendio o terremoto». Tra le varie motivazioni dello sciopero vi è anche il malfunzionamento dell’ufficio alunni, che dovrebbe essere di aiuto agli studenti nell’orientamento e nelle varie attività non solo didattiche, ma anche organizzative e burocratiche. «Abbiamo l’ufficio alunni dove noi possiamo rivolgerci per i problemi di registro elettronico o qualche altra richiesta che rimane aperto appena un’ora e coloro che ci lavorano sono poco disponibili nei nostri confronti, oltre a rivolgersi in malo modo - continua la rappresentante del Ferraris Brunelleschi - le assemblee di istituto non si sono potute più fare da 3 anni perché non abbiamo un luogo adatto che possa accogliere noi studenti». «La nostra scuola sta cadendo a pezzi e i ragazzi ci devono passare 5 anni ma senza riscaldamento, gli infissi rotti e finestre danneggiate da anni - continua La Duca - continueremo la protesta finché la Città Metropolitana non ci darà una risposta». Molti i professori che sostengono i ragazzi perché i problemi strutturali sono reali all’interno dei vari edifici che ospitano la scuola, e rappresentano un disagio anche per i docenti. Tra questi un prefabbricato costruito nel 2010 che ha avuto dei danni nel 2015 a causa di un incendio, e non è stato mai risistemato a dovere. Tra le varie recriminazioni dei ragazzi anche il fatto di non poter fare gite scolastiche durante l’anno. Persistono inoltre problemi anche alla sede di via Pascoli, l’ex Geometri, dove i riscaldamenti funzionano male e vi sono problemi ai bagni e alle aule. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
