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Oltre 110mila visitatori al Museo Leonardiano: «Piace la storia di Vinci»

di David Meccoli
Oltre 110mila visitatori al Museo Leonardiano:  «Piace la storia di Vinci»

La vicesindaca del paese soddisfatta dell’andamento del polo: «La proposta guarda ai giovani»

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VINCI. Un 2022 all'insegna dei grandi numeri per il Museo Leonardiano di Vinci, che fino a qui ha registrato oltre 110mila visitatori (comprendendo nel tour anche la Casa natale di Anchiano e la mostra “Leonardo e la pittura”) e di questi ben 12.400 biglietti sono stati staccati nei primi tre mesi dell'anno, nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia.

«I numeri raggiunti nel corso del 2022 sono dati oggettivi e dimostrano che questa realtà è solida e consolidata – spiega la vicesindaca con delega alla cultura Sara Iallorenzi - considerando che abbiamo davanti ancora i mesi di novembre e dicembre possiamo guardare in positivo al futuro. Vinci piace ed è attrattiva. Piace la cultura e la storia di questo paese, che è scelto da un’utenza variegata ed è apprezzato dalle famiglie sia italiane che straniere». «Però - sottolinea Iallorenzi - niente viene per caso, sono state fatte progettazioni per offrire una proposta culturale che guarda ai vari interessi con una specifica attenzione verso i giovani. Lo testimoniano i tanti interventi fatti in questa direzione: basta citare il riallestimento della Palazzina Uzielli con l’utilizzo delle nuove tecnologie per una nuova forma di fruizione della proposta culturale. Abbiamo attivato la bigliettazione online per dare un servizio in più al visitatore e aumentato e migliorato le proposte didattiche indirizzate alle scuole primarie e secondarie per essere nuovamente meta degli studenti italiani. Senza tralasciare l’aspetto di studio, scienza e tecnica che caratterizza il nostro sistema museale, rafforzando collaborazioni e creando sinergie con Università e centri di eccellenza. Le varie mostre inaugurate ne sono la dimostrazione».

«I mesi trascorsi - continua la vicesindaca - hanno visto anche una ripresa nella programmazione degli eventi, ambiziosa non solo per la quantità, ma anche la qualità, derivante da una consolidata cooperazione tra associazionismo locale e amministrazione comunale. Per di più non bisogna tralasciare il futuro che si prospetta con gli investimenti e i progetti già finanziati in vari settori con i bandi Pnrr presentati da questa amministrazione».

«Da parte nostra – conclude Iallorenzi - l'impegno è stato elevato, ci siamo rinnovati nella metodologia delle offerte culturali in prospettiva dei cambiamenti e delle nuove esigenze che sapevamo sarebbero inevitabilmente arrivati nel periodo post-pandemia. Però per essere attrattivi lo sforzo solo del Comune non basta, occorre l’impegno di tutti, compresi gli operatori economici, per guardare avanti se vogliamo che l’indotto della cultura non vada disperso. E’ quindi importante anche la lungimiranza di chi fa impresa e che si trova giocoforza ad affrontare le nuove sfide del turismo».


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