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Assunzioni al pronto soccorso: arrivano 31 lavoratori in più

Una veduta dall’alto del complesso ospedaliero San Giuseppe di Empoli (foto Autovino)
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Una veduta dall’alto del complesso ospedaliero San Giuseppe di Empoli (foto Autovino)

La Regione potenzia l’organico con 21 infermieri e 10 operatori L’Asl: «Prossima la riapertura delle cure intermedie a San Miniato»

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EMPOLI. Sono in arrivo 31 nuovi assunti nel comparto sanitario dell’Asl Toscana Centro, 21 infermieri e 10 operatori socio sanitari, destinati a garantire una ripresa a pieno regime dell’attività assistenziale in area empolese.

«Questo è quanto è stato appreso stamani (ieri, ndr) a seguito del “via libera” da parte della Regione Toscana», fa sapere l’Asl in una nota.

Da fine mese riprenderanno l’attività chirurgica, l’attività di ricovero in regime ordinario, in cure intermedie e riabilitazione, oltre all’attività artroprotesica all’interno dell’ospedale San Pietro Igneo di Fucecchio.

«L’allarme lanciato nei giorni scorsi sui media sulla tenuta a rischio del pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe di Empoli era da tempo all’attenzione dell’azienda sanitaria, impegnata in una riorganizzazione interna, con già una previsione in bilancio di personale aggiuntivo, finalizzata a sostenere al meglio il sistema», sottolinea ancora l’Asl Toscana Centro.

A denunciare la tenuta a rischio del servizio di emergenza-urgenza erano stati i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil. «La grave difficoltà e le tante disfunzioni organizzative che oggi si registrano nel reparto sono dovute principalmente a una serie di scelte gestionali e organizzative sbagliate - scrivevano i sindacati - che non hanno assolutamente raggiunto gli obiettivi sperati. La scelta aziendale di ubicare all’interno del servizio di emergenza-urgenza posti letto di assistenza medica avanzata, dedicati principalmente ai pazienti geriatrici cronici ad alta complessità assistenziale, senza nessun aggiunta di personale sanitario, ha generato un drastico aumento dei carichi di lavoro con l’impossibilità di offrire una qualità assistenziale degna di questo nome». A questo va aggiunto la chiusura delle cure intermedie a San Miniato e il blocco delle assunzioni.

I sindacati chiedevano dunque alla Regione «un immediato sblocco delle assunzioni del personale sanitario per permettere il rinforzamento non solo degli organici ospedalieri, ma anche l’assunzione degli infermieri addetti all’assistenza territoriale».

Firenze ha raccolto l’appello e adesso manda a Empoli 31 lavoratori in più. Spiega l’Asl: «Con queste nuove assunzioni sarà possibile dare continuità al progetto Ama (Area medica di ammissione), sperimentato durante il periodo estivo con esiti positivi, che ha permesso di supportare le carenze organiche di personale medico al pronto soccorso di Empoli, in cui medici di medicina interna hanno collaborato con i medici del Dea (Dipartimento emergenza urgenza e accettazione) nella gestione specialistica precoce di quei pazienti che accedevano al pronto soccorso per problematiche di natura internistica o comunque medica specialistica. Sarà pertanto messo a regime questo modello organizzativo in nuovi locali all’interno dell’ospedale cittadino».

Sarà prossima anche la riapertura delle cure intermedie all’interno dell’ospedale degli Infermi di San Miniato, sospese durante il periodo estivo, destinate da un lato a ridurre ricoveri inappropriati in ospedale e dare prosecuzione alla cura dopo il ricovero, dall’altra a favorire il recupero funzionale del paziente dopo l'ospedalizzazione.

Questo tipo di cure intermedie sono destinate a pazienti con un quadro clinico stabile tale da non richiedere assistenza medica h24, ma con bisogni clinico-assistenziali e di riattivazione motoria. I pazienti da trasferire nella struttura vengono individuati dal presidio ospedaliero empolese in cui sono ricoverati. I locali sono stati ristrutturati, circa un anno fa, secondo una terapia ambientale che prevede la realizzazione di ambienti dedicati, in grado attraverso colori e suoni, di favorire il benessere e la rifunzionalizzazione del paziente.

Conclude l’azienda sanitaria: «Continua anche nel territorio empolese l’implementazione del modello assistenziale dell’infermiere di famiglia e di comunità finalizzato ad effettuare una presa in carico del paziente a domicilio in modo da assicurare una risposta assistenziale di “prossimità” e supportare i bisogni familiari che conseguono a situazioni di cronicità e disabilità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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