Il Tirreno

Empoli

Il lutto

Muore a 56 anni noto batterista e fonico

David Meccoli
Gianni Campatelli
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Gianni Campatelli

Addio a Marco Viciani, tecnico della Valdelsa studio service

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CERTALDO. Erano come la mano destra e la mano sinistra al servizio dello spettacolo. Sempre insieme da una ventina d’anni (e ufficialmente in società dal 2005) nei teatri, nelle piazze e in tutti i locali o gli eventi che richiedevano un affidabile service di impianti audio, video e di illuminazione.

Ora Gianni Campatelli dovrà fare a meno del socio e amico Marco Viciani, strappato nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, a soli 56 anni, all’affetto dei suoi cari: la moglie, un figlio di quattro anni e la mamma. Viciani, originario di Vinci, viveva da tantissimo tempo con la famiglia a Certaldo, dove ha la sede operativa anche la Valdelsa studio service, la società con la quale lavorava come fonico e tecnico del suono e con la quale si era, nel corso degli anni, fatto conoscere in tutta la Toscana e anche oltre. A causa di una malattia che lo aveva colpito da pochi mesi, Viciani era ricoverato all’ospedale di Poggibonsi.

La morte del 56enne ha destato incredulità e sconforto nei tanti che lo conoscevano per la sua professione e per la sua passione per la batteria. Molti sono infatti i messaggi di cordoglio apparsi anche sui social network, dall’associazione Amici per la musica di Siena («Ti ricorderemo sempre per la tua gentilezza, affabilità, disponibilità e competenza che ci hai dato nei nostri spettacoli», scrive Simona Bruni, membro dell’associazione) al gruppo dei Coram Lethe («Abbiamo cominciato proprio con te», ricorda Francesco Miatto), fino ai tanti che lo hanno conosciuto per la sua passione per la batteria (“De genere”, si chiamava la sua vecchia band).

Ma soprattutto lo ricorda il socio-amico Gianni Campatelli, con cui Viciani era solito trascorrere tante ore nel furgone dell’azienda per raggiungere e lavorare ai tanti eventi su tutto il territorio regionale (tanto che Simona Bruni dice che talvolta pensava che nel furgone ci vivessero). «Tantissime persone conoscevano, apprezzavano professionalmente e umanamente Marco – dice Campatelli - e in questo periodo hanno chiesto spesso notizie sul suo stato di salute. Abbiamo sempre fatto questo lavoro insieme. Marco era una persona sempre pronta allo scherzo e al tempo stesso riusciva a restare umile e molto professionale».

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