Il Tirreno

Empoli

Linda abbattuta da Covid e rincari. Il suo “negozio speciale” chiude

Marco Pagli
Linda Bargellini con un cartello contro i rincari, nel suo negozio, in una delle sue campagne sociali
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Linda Bargellini con un cartello contro i rincari, nel suo negozio, in una delle sue campagne sociali

A Pontorme la fioraia aveva messo in piedi un punto di riferimento sociale e con una libreria

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EMPOLI. Lo ha affidato ad un post sul suo account Facebook l’annuncio più difficile e triste da fare. Linda Bargellini, la fioraia di Pontorme, ha deciso di dire basta. Il Covid prima e gli aumenti degli ultimi mesi poi hanno reso impossibile continuare ad andare avanti. «Dopo quattro anni e due mesi – spiega – è arrivato, a malincuore, il momento di terminare la mia attività. I prezzi sono alle stelle: nelle ultime settimane siamo intorno ai venti centesimi in più per ciascun fiore, mentre per le piante i rialzi sono ancora maggiori. E poi sono rincarati materiali e forniture, senza contare le bollette. Purtroppo quando si riconosce di aver dato tutto e questo non basta, bisogna sapersi fermare per poter restare umani. Non intendo scaricare sulle spalle dei clienti questi rincari». Linda ha rilevato l’attività nel borgo di Pontorme il 1° febbraio del 2018, dopo averci lavorato un anno e mezzo attraverso la cooperativa Geos, la quale aveva avviato l’attività nel corso del 2016 per cederla poi alla fine dell’anno successivo. Un percorso durato cinquanta mesi, durante i quali il piccolo negozio di via Giro delle Mura Nord è diventato un vero e proprio punto di riferimento non solo commerciale, ma anche sociale. «In questa attività ho messo tutta me stessa – prosegue Linda Bargellini – il mio tempo, le mie risorse, tutte le energie a mia disposizione, la mia voglia e la creatività. Ed è diventata proprio già che volevo, un luogo che mi permetteva di esprimermi e allo stesso tempo un punto di riferimento per le persone. Da qui sono passati moltissimi conoscenti e amici, ma anche e soprattutto residenti del quartiere, tanti che mi hanno conosciuto strada facendo e a che sono rimasti colpiti dal mio lavoro». “I Fiori di Linda”, infatti, è stato fin da subito molto di più di un negozio di fiori. È stato un luogo di incontro e di confronto, una vetrina sul mondo, uno strumento di solidarietà per le tantissime campagne che Linda ha deciso di sostenere. Ma ha anche rappresentato uno spunto di riflessione sulla città e non solo, sulle dinamiche diaboliche di un mercato sempre più proiettato verso il marketing e i grandi poi commerciali. A scapito delle piccole attività, delle botteghe di quartiere, dell’artigianato. «Purtroppo Empoli non fa eccezione rispetto al quadro generale – afferma – i piccoli negozi, che sono presidi di socialità prima ancora che esercizi commerciali, non hanno sostegni. Tutto è proiettato sui centri commerciali e sulle catene, mentre gli investimenti si preferisce concentrarli sui grandi eventi. Così, però, il tessuto cittadino si impoverisce e quello sociale si degrada. Le persone, tuttavia, sono coscienti di questo e infatti in questi giorni ho ricevuto tantissimi messaggi di vicinanza e di affetto, di incredulità e di amarezza. Sono tutti molto dispiaciuti di perdere questo posto».

Attestati di stima e di riconoscenza che riempiono il cuore, ma che poco possono contro le difficoltà che si sono sempre più intensificate negli ultimi due anni. «Un’attività di questo tipo ha bisogno di grandi sacrifici pur in una situazione relativamente tranquilla – prosegue – figuriamoci se ci mettiamo una pandemia globale che ha costretto a tenere chiusi i negozi per mesi e mesi, anche in periodi in cui avremmo potuto riprendere un po’il fiato dal punto di vista economico. Tuttavia, a questo ero riuscita a resistere nonostante non ci fossero stati praticamente sostegni. Il colpo finale sono stati questi rincari». La decisione inevitabile è quella di chiudere l’attività, dopo aver chiuso scadenze e pagamenti. Nel frattempo Linda, assieme all’amica Fabiana Forconi, ha pensato di spostare all’interno del giardino di Pontorme la “Little Free Library” installata fuori dal negozio e inserita nel circuito interazione delle piccole librerie libere. Un modo per continuare a far vivere una delle tante esperienze importanti nate.

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