Il Tirreno

Empoli

Manifestazione dei quindici lavoratori di Aquatempra e dei frequentatori

Piscina: nuoto in piazza per riaprire al più presto

Luca Signorini
Piscina: nuoto in piazza per riaprire al più presto

Oltre 100 persone alla protesta in centro Simulata anche una lezione di Aquagym

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EMPOLI. Tra una bracciata e l’altra - nella “nuotata” collettiva di ieri mattina in piazza della Vittoria, con tanto di corsie “disegnate” sull’asfalto per raffigurare una vera e propria vasca piena d’acqua e cloro - la Slc Cgil dell’Empolese Valdelsa ha elencato una ad una quelle che vengono definite “proposte concrete per non perdere tempo”, perché, secondo il sindacato, «ogni giorno perso, è un giorno perso», come sottolinea il responsabile del circondario Samuele Falossi, anche lui con indosso un accappatoio e sulla testa una cuffia, confuso nel gruppo tra i lavoratori e gli utenti della piscina comunale a “nuotare” nella vasca di piazza della Vittoria, in pieno centro a Empoli.

C’è pure chi, a un certo punto, si esibisce in una lezione di Aquagym, diversi esercizi d’aerobica ma senza l’acqua a rassodare i muscoli. Solo del vento per il centinaio di persone che hanno dato vita al flash mob, con costumi, occhialini e infradito.

Nel chiedere l’immediata riapertura dell’impianto di viale delle Olimpiadi chiuso da lunedì - «si eviterebbero così i costi aggiuntivi legati al deterioramento dell’acqua non più trattata a impianto spento, e un eccessivo consumo del gas per dover riscaldare daccapo l’ingente volume d’acqua delle vasche» - sul tavolo ci sono tre grandi questioni da affrontare, e la Cgil ritiene di avere le soluzioni.

Le tariffe, per esempio. «Occorre aumentare le tariffe per tutti i fruitori del servizio piscina», ma a maggior ragione per le società sportive che utilizzano l’impianto, «oggi pagano 4 euro al giorno, magari possiamo arrivare fino a 10», ragionano Falossi e Giuseppe Dentato, della Filctem Cgil. Altra idea sono le tariffe diverse per residenti e non residenti, e poi la proposta di introdurre degli ingressi che possano far accedere gli utenti a tutti gli impianti gestiti dalla società partecipata Aquatempra (oltre Empoli, anche Certaldo, Fucecchio-Santa Croce e San Gimignano). C’è poi tutta la partita dei servizi, per rendere la piscina più attrattiva sul territorio, così da aumentare gli ingressi e gli introiti. Evidenzia la Cgil: «Una campagna mirata di accostamenmto e fidelizzazione delle scuole e della platea dei giovani; dare la possibilità di utilizzare gli spazi per i compleanni (il servizio è stato interrotto con la pandemia, ndr), visto che negli anni ha portato risorse importanti alla società; la gestione gratuita degli asciugacapelli e delle docce non è più sostenibile a causa del caro energia; potrebbe essere ipotizzabile una collaborazione con i fisioterapisti della zona per l’utilizzo delle vasche a fini terapeutici».

E ancora l’altro grande fronte aperto: la gestione del personale (15 dipendenti a Empoli, 40 in tutto in Aquatempra). «Il primo strumento per ridurre il costo del lavoro è il consolidamento orario, cioè l’adeguamento dell’orario di lavoro del personale oggi svolto in regime supplementare e straordinario: si tratta di un risparmio di quasi il 10% del costo del lavoro (oggi la spesa annua si aggira sui 300mila euro, ndr). La nostra principale proposta si basa sulla riapertura immediata dell’impianto di Empoli e, se le nefaste condizioni lo richiedono, una chiusura programmata nel periodo più freddo dell’anno e quindi più dispendioso da un punto di vista energetico», ragionano i sindacalisti. Che aggiungono: «Qualora si propendesse a una chiusura programmata nel periodo più freddo dell’anno, suggeriamo l’utilizzo di strumenti quali il lavoro multi periodale, il part time verticale e la banca ore: questi sono gli strumenti contrattuali tipici dei lavori che hanno carattere di stagionalità o, come nel nostro caso, che sono costretti a un forte ridimensionamento produttivo e occupazionale per alcuni mesi».

Insomma, cose sulle quali confrontarsi ce ne sono parecchie. Falossi e Dentato sono convinti: «I risultati derivanti dalle nostre proposte sono: maggiori risparmi dei costi dell’energia per tutti i Comuni soci; nessuna decurtazione a danno delle lavoratrici e lavoratori; nessun aumento del costo del lavoro, che anzi si ridurrebbe con il consolidamento orario già previsto da tempo e bloccato dall’attuale chiusura; programmazione ottimale delle attività, anche mediante sinergie tra gli impianti, a tutela dell’attività, delle società sportive e dell’utenza».

Cose serie, sviscerate in un sabato mattina diverso dal solito, con la piscina di viale delle Olimpiadi che per qualche ora si è trasferita in centro. Nessuna traccia alla manifestazione di qualcuno del Comune o di Aquatempra: sono loro adesso che dovranno battere un colpo.

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