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Segre cittadina onoraria di Certaldo. Due consiglieri ex Lega votano no: è bufera
Giacomo Bertelli
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Liliana SegreGiannoni e Nencini: «Scelto questo nome perché di sinistra». Scardigli (Pd): «Testimone della peggior dittatura, il riconoscimento è doveroso»
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Certaldo. Cittadinanza onoraria a Liliana Segre, come simbolo di lotta all'odio, all'istigazione razziale e alla violenza: due consiglieri, fuoriusciti dalla Lega, votano no a questo conferimento nel consiglio comunale di Certaldo. Si tratta di Stefano Giannoni ed Emmanuele Nencini, i quali hanno motivato questa posizione sottolineando il fatto che a loro giudizio si potevano scegliere profili come Primo Levi, Gino Bartali e Oskar Schindler, e non una persona con un profilo dichiaratamente a sinistra per procedere con questo riconoscimento. La cittadinanza onoraria ha trovato il parere favorevole di tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale, dal Pd a Sarà Certaldo fino alla Lega, con l'eccezione dei due consiglieri, i quali hanno dato vita ad una animata discussione in consiglio comunale.
Segre è sopravvissuta all'Olocausto, senatrice a vita e presidente della commissione straordinaria per il contrasto a fenomeni quali odio, intolleranza e razzismo. A presentare tale atto è stata l'assessore alla cooperazione, Clara Conforti: «Siamo di fronte ad un atto rilevante, politico e importante per tutta l'umanità. Vogliamo conferire il più alto riconoscimento ad una persona capace di lottare contro l'odio, l'istigazione e il razzismo. Lei svolge un ruolo di primo piano all'interno delle istituzioni e racconta quanto accaduto. La nostra comunità non può che conferire questo riconoscimento».
Per motivare il suo no è intervenuto il consigliere Nencini: «Vorrei sapere quali sono le differenze fra Liliana Segre e le milioni di persone che hanno subito le stesse crudeltà. Avete fatto questa scelta perché lei è di sinistra, ma nessuno di voi ha mosso un dito quando il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, definì una infima minoranza gli studenti che protestavano fuori dall'università». Così il capogruppo Pd Cristina Scardigli: «Noi diamo seguito a quello che molte amministrazioni hanno già fatto. Lei è stata testimone della peggiore dittatura che ha mandato alla morte intere etnie». Sulla stessa linea il neo consigliere comunale del Pd Simone Scardigli, che ha lasciato Italia Viva.
È stato poi il turno della Lega con Eliseo Palazzo che ha sollecitato il consiglio comunale ad accelerare anche su altre questioni: «Dobbiamo una volta per tutte non classificare i fatti della storia, i morti che ci sono stati devono essere considerati eguali. Ci sono tanti fatti, così come le forme di odio, procediamo anche nel trovare una area per le vittime delle foibe e a Norma Cossetto. Votiamo sì con l'auspicio di non trovarsi di fronte ad un atto fine a se stesso». Il sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini: «Gli atti di odio sono all'ordine del giorno anche nel nostro paese, ma ogni parallelismo con la recente gestione della pandemia è folle e lontano dalla realtà». Ha concluso Giannoni che ha votato no come Nencini: «Ci sono persone che hanno fatto molto di più di Liliana Segre e al di sopra della politica». La proposta della cittadinanza onoraria a Segre è passata con il parere favorevole di tutto l'assise, tranne degli ex Lega Nencini e Giannoni.
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