Il Tirreno

Empoli

Pericoli per l’ambiente 

Il cemento dilaga in città 110 ettari consumati in 5 anni

Marco Pagli

A partire dal Duemila ogni anno si perde il verde di un’area pari a 10 campi da calcio Ma di fronte a questo fenomeno l’aumento della popolazione è ai minimi termini

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Marco Pagli

EMPOLI. È come se ogni anno negli ultimi quindici anni nel circondario fossero stati cementificati dieci campi da calcio. Ben 110 ettari “consumati” tra il 2016 e il 2020, a fronte di un aumento della popolazione di appena il 3,8%.

Un aumento che, peraltro, riguarda solo una parte del territorio, con la Valdelsa che in realtà ha visto assottigliarsi il numero di residenti. I dati emergono dal rapporto del Sistema nazionale di protezione dell’ambiente, redatto in collaborazione con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

Un rapporto che mostra, comune per comune, il consumo di suolo negli ultimi quindici anni.

Ebbene, nell’Empolese Valdelsa su un’estensione complessiva di 735 chilometri quadrati ci sono oltre 58 chilometri quadrati cementificati: il 7,9%. Per consumo del suolo si intende, secondo la definizione dello stesso Ispra, «la variazione da una copertura non artificiale a una copertura artificiale del suolo», sia essa una costruzione o una infrastruttura.

Una percentuale che potrebbe sembrare bassa, ma che in realtà deve tenere conto della progressione con cui avanza, dell’andamento demografico dei territori e delle destinazioni che le aree soggette a costruzione hanno.

Per quanto riguarda il primo aspetto, come detto, negli ultimi quindici anni l’uomo ha strappato alla natura oltre un chilometro quadrato nel circondario, quasi il due per cento in più.

Per quanto riguarda, invece, la crescita demografica, la popolazione residente negli undici comuni è aumentata dai 167.720 del 2006 abitanti ai 174.063 del 2020: il 3,8%.

Anche se l’incremento non riguarda tutti i comuni. Sul fronte delle destinazioni, il rapporto del Sistema nazionale di protezione dell’ambiente non specifica la natura del consumo di territorio. Tuttavia, va considerato che nel circondario - stando alle stime del Sunia, il sindacato degli inquilini - ci sono intorno alle 5mila unità abitative sfitte. Scendendo nel dettaglio dei comuni, la crescita maggiore del consumo di suolo negli ultimi quindici anni si registra a Montelupo. Qui, infatti il territorio consumato è passato da 398 a 411 ettari: +3,27%. A questo proposito va detto, comunque, che Montelupo è anche il comune dove tra il 2006 e il 2020 c’è stato un incremento demografico sostenuto. I residenti, infatti, sono passati da 12.606 a 14.269.

Percentuali di aumento del consumo rilevanti si registrano anche in altri due comuni: Montaione e Castelfiorentino. Nel primo la crescita è stata del 2,51% (da 358 a 367 ettari), mentre nel secondo del 2,43% (da 577 a 591 ettari). I due comuni della Valdelsa, a differenza di Montelupo, negli ultimi tre lustri hanno assistito ad un decremento dei residenti: 162 in meno nel primo (-4,4%), 372 nel secondo (-2,09%). E la stessa cosa è accaduta anche a Gambassi, dove dal 2006 sono stati consumati 6 ettari in più di suolo (+2%), ma la popolazione residente è diminuita dello 0,79%. Stesso andamento anche nell’ultimo comune della Valdelsa, Certaldo.

Qui il suolo consumato è aumentato percentualmente di poco più di un punto e mezzo, mentre la popolazione è diminuita di oltre 400 residenti negli ultimi anni. In assoluto, i numeri più alti in termini di cementificazione sono quelli del comune capofila, Empoli. Il più densamente popolato e anche quello dove l’antropizzazione è più diffusa.

A Empoli il suolo consumato misura 1.126 ettari, oltre un chilometro quadrato sui 6,2 complessivi: si tratta della percentuale maggiore, cioè il 18%. Di più rispetto a città toscane di grandi dimensioni come Lucca, Pistoia, Pisa e Siena. Negli ultimi quindici anni l’attività umana ha sottratto alla natura 16 ettari in più (+1,44%). Tutto questo a fronte di una crescita demografica di circa il 5%: dai 46.444 residenti del 2006 si è passati nel 2020 a 48.674. Da punto di vista dell’incremento della popolazione, la percentuale maggiore si registra a Capraia e Limite, dove i cittadini sono aumentati di oltre il 17%.

Mentre il consumo di poco più dell’1%. Più o meno come a Cerreto. Mentre a Fucecchio, Montespertoli e Vinci si sta sotto il punto percentuale di crescita con la popolazione che è cresciuta ovunque tra il 3% e il 6,5%.

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