Il Tirreno

Empoli

il caso paradossale 

Decisa una perizia per l’invalido al quale hanno pignorato i beni

Matteo Leoni
Decisa una perizia per l’invalido al quale hanno pignorato i beni

Il sostituto procuratore vuole accertare l’effettivo stato di salute dell’uomo che ha una decina di patologie, ha subito venti operazioni e va avanti a morfina   

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Matteo Leoni

EMPOLI. Potrebbe essere una perizia medica a segnare la fine dell’incubo di Andrea Ferrara, il quarantottenne di Empoli che lo scorso novembre ha subito il sequestro preventivo di tutti i suoi beni, con l'accusa di essere un falso invalido. Il pm Massimo Bonfiglio infatti ha avanzato al gip richiesta di incidente probatorio per verificare le effettive condizioni di salute dell'uomo. Adesso il giudice dovrà nominare un medico legale che effettui la perizia. Se il medico confermerà lo stato di invalidità di Ferrata, le accuse a suo carico, basate su evidenze raccolte con appostamenti della guardia di finanza e attraverso l'acquisizione di alcune foto sul suo profilo Facebook, dovranno inevitabilmente cadere. «Siamo certi – spiega l'avvocato Valentina Bertini, che assiste il quarantottenne – che Andrea Ferrara saprà dimostrare senza alcun dubbio la propria innocenza rispetto alle gravi accuse mosse contro di lui». Ferrara ha subito 20 interventi e soffre di una ventina di patologie, alcune delle quali rare e gravi. Gli investigatori gli contestano di non poter essere titolare di invalidità totale perché durante le indagini è stato visto camminare. In effetti, grazie a morfina e cannabis che prende su prescrizione medica per le sue patologie, a volte Ferrara è riuscito a vincere i dolori, alzarsi dalla sedia a rotelle e camminare. Ma si tratterebbe di casi straordinari e legati all’assunzione di massicce dosi di antidolorifici. «Non si tratta di un accanimento da parte della guardia di finanza nei confronti del Ferrara – precisa l'avvocato Valentina Bertini –, ma trattasi di una indagine aperta dalla procura della Repubblica di Firenze a seguito di una segnalazione pervenuta alla guardia di finanza da parte di un medico della commissione Inps che aveva valutato l’invalidità del signor Ferrara». Dopo la segnalazione insomma le indagini sono state aperte quasi come un atto dovuto. A novembre però è arrivato il sequestro preventivo fino all’importo complessivo di 114.914,74 euro, pari, si legge nel provvedimento del gip, alla somma che Ferrara avrebbe indebitamente percepito dall’Inps a partire dal 2012. Da un giorno all'altro l’uomo si è trovato senza un soldo in tasca: non può pagarsi i farmarci, le cure, non può versare il mantenimento dei figli alla ex moglie. Tanto che adesso vive a casa dei genitori, a Marina di Carrara. I sigilli sono scattati per la sua utilitaria di 14 anni, valore circa 1.500 euro, e per il conto corrente, dove aveva 400 euro e dove mensilmente arriva la pensione di invalidità, di cui adesso non può più disporre. Contro il provvedimento l’avvocato Bertini, che lo assiste dall'inizio di questa battaglia, ha presentato istanza di revoca al Riesame, che però ha rigettato la richiesta. Stessa cosa ha fatto il pm titolare delle indagini, ma le cose potrebbero cambiare con l'esecuzione della perizia che permetterà di accertare le effettive condizioni del signor Ferrara.

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