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Chiusa la variante per il recupero del camion finito fuori strada

Giacomo Bertelli
Chiusa la variante per il recupero del camion finito fuori strada

Intanto pronto lo studio di fattibilità per il ponte sull’Elsa Previsto l’allargamento della carreggiata fino a sette metri  

30 dicembre 2021
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Giacomo Bertelli

CERTALDO. Si renderà necessario chiudere la variante della nuova 429 di Certaldo per consentire le operazioni di rimozione del mezzo pesante che è caduto lo scorso 20 dicembre a ridosso della carreggiata.

Un’operazione che sarà definita con una serie di ordinanza nei prossimi giorni e che vede coinvolti Anas, Provincia di Siena e Città Metropolitana di Firenze. Un’operazione che comporterà quindi, almeno temporaneamente, la deviazione del traffico pesante sul ponte dell’Elsa, dove però, ad oggi, vige una ordinanza di divieto di transito per mezzi che superano la larghezza di 2 metri e 30 centimetri. Si ripropone così l’ennesimo problema della necessità di dare quanto prima una alternativa sicura al traffico pesante, qualora, come avvenuto anche a luglio, si dovessero presentare complicazioni lungo la variante della nuova 429.

In tal senso vi è una novità positiva, come la presentazione dello studio di fattibilità legato al miglioramento dello stesso ponte dell’Elsa che prevede un costo di 2, 4 milioni di euro. Ma nell’attesa che questo investimento possa trovare compimento occorrerà sperare che la variante della nuova 429 non abbia altri intoppi come è accaduto in questi anni dove fra incidenti stradali e mezzi pesanti fuori dalla carreggiata si sono susseguiti nel corso del tempo problemi che hanno interessato anche le aziende del territorio, le quali utilizzano ovviamente le infrastrutture presenti per caricare e scaricare merci da una parte all’altra del paese di Certaldo e delle zone limitrofe vicine.

Perché come spiegato dagli stessi autotrasportatori non c’è alcuna volontà di ignorare la legge ma di avere percorsi sicuri e scorrevoli per poter svolgere regolarmente il lavoro. In questo caso, passare sul ponte dell’Elsa non sarà una mancanza rispetto a un divieto ma la sola alternativa possibile.

Novità in tal senso arrivano dalle verifiche che sono state condotte da alcuni professionisti che forniscono nuove indicazioni. Sul fronte delle verifiche al transito è stato consigliato «di prevedere un limite di utilizzo del ponte ai mezzi di massa inferiore ai 75 quintali con velocità inferiore a 30 km/h» misure disposte anche alla luce di quanto emerso dalle verifiche al sisma insieme a una serie di monitoraggi da svolgere periodicamente e a manutenzioni specifiche da eseguire principalmente alla passerella pedonale, ai parapetti e al manto di usura. Si tratta di criticità al centro della progettazione dello studio di fattibilità tecnico-economica, mirata appunto all’adeguamento statico e sismico e funzionale del ponte.

Una sorta di allentamento rispetto a quanto previsto da una recente ordinanza delle istituzioni.

La previsione progettuale prevede fra l’altro un allargamento della carreggiata stradale da 5 metri e 80 centimetri a 7. Per ridurre l’impatto del guard rail, è stato previsto un marciapiede da ambo i lati del ponte, costituiti da passerelle pedonali a sbalzo con strutture metalliche e ringhiere che possano diminuire l’impatto visivo del dispositivo di ritenuta.

L’allargamento funzionale del ponte impone di procedere all’adeguamento statico e sismico dello stesso e quindi saranno eliminate tutte le carenze strutturali evidenziate da tal punto di vista. Per quanto concerne le nuove finiture finali, l’intervento lascia inalterata la fisionomia del ponte esistente, migliorato da un restauro conservativo accurato, a eccezione della inevitabile prodotta dalla sede stradale allargata.

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